Bilancio delle attività all'ospedale San Bassiano

Anche il bassanese è stato colpito, seppur marginalmente, dalla carenza dei medici registrata in Regione.

Bilancio delle attività all'ospedale San Bassiano
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Bilancio delle attività all'ospedale San Bassiano

Una sanità, quella bassanese, sempre molto attiva a scorrere il bilancio delle attività. C’è chi viaggia in bicicletta sul Grappa per dire sì ai vaccini, chi sforna dati che parlano di una sanità bassanese in buona salute, chi spera che, finalmente si sia trovata la strada giusta per risolvere il problema della carenza di medici che tocca anche il San Bassiano. Confermato dunque che in Regione mancano 1300 medici, tendenzialmente in aumento, sia per i previsti aumentati standard da erogare, sia per sopperire alle liste d’attesa  da rispettare (ridotte ora fino ad un massimo di 4 ore per un codice bianco), sia perché nel circuito vi è anche chi va in pensione, la soluzione sembra sia stata trovata ora  in un tavolo attorno al quale si siederanno tre attori principali: la Regione, le università e gli ordini dei medici, alla ricerca di terapie adatte per questo ammalato. Sperando che, nel frattempo, si blocchi anche la fuga verso l’estero dei medici  che oggi, con il libero transito alle frontiere, non trovano nemmeno chi cerchi di persuaderli di tornare indietro, verso la sanità di casa nostra.

Università e Regione

La sigla dell’accordo tra la Regione del Veneto, le Università di Verona e di Padova e l’Ordine dei medici sancisce la strategia di un nuovo percorso in merito alla soluzione del problema inerente alla carenza di medici. E presto arriverà anche un protocollo tra le parti. Questo quanto emerso al termine di un lungo incontro tra le parti avvenuto nella sede dell’Azienda Zero durante il quale sono stati fatti passi importanti al fini del raggiungimento di quello che l’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin ha definito come «un vero e proprio obiettivo comune per il quale stiamo facendo squadra nell’interesse del sistema ospedaliero e di quello formativo accademico al fine di dare risposte concrete, urgenti e di prospettiva, a una carenza che non deve in alcun modo, incidere sulla qualità dell’assistenza offerta ai cittadini». Nell’incontro è stato presa anche la decisione, peraltro già preannunciate nei giorni scorsi, di attivare immediatamente l’Osservatorio Regionale per la Formazione Specialistica. Si tratta di un tavolo tecnico dove verranno affinati i contenuti dell’intera operazione, partendo dalla definizione di un protocollo d’intesa che dovrà contenere le nuove modalità di collaborazione per la rotazione negli ospedali accreditati, degli specializzandi, con maggiori numeri ed una maggiore distribuzione sui singoli nosocomi.

Azienda Zero

In tre punti chiave l’accordo siglato a Padova all’Azienda Zero e che riguarda le nuove strategie per sopperire alla carenza di medici.

Si parte dunque per il ... fronte

«Lavoreremo su due fronti, uno nell’immediato ed uno di prospettiva programmatoria. E mentre definiamo con le Università ed i medici tutti i contenuti dell’operazione, la Regione proseguirà con l’applicazione delle decisioni in materia di assunzione di medici laureati ed abilitati, ma non specializzati. Ed il 15 settembre partirà la prima chiamata per la specialità delle medicina d’urgenza. Vedremo quale sarà l’adesione. Porteremo poi questo riscontro al tavolo con le università » sottolinea l’assessore regionale alla sanità Manuela Lanzarin».

Dall’incontro in Azienda Zero è scaturita intanto qualche novità per gli specializzandi.

«La decisione presa è stata quella di stendere un accordo per l’assunzione degli specializzandi del quarto e quinto anno che sono in graduatoria convenendo, nel contesto, sull’opportunità di allargare il numero degli ospedali veneti accreditati per diventare sede di fomazione universitaria. Un tema che sarà oggetto dei prossimi incontri tecnici. Mentre sugli specializzati l’argomento rimane più che mai aperto».

Incidenza del privato

Report semestrale 2019, quale l’incidenza del privato accreditato nell’ambito dell’Ulss 7 Pedemontana?

Quali i numeri delle prestazioni erogate?

«Il periodo gennaio-giugno 2019 si è chiuso con un totale di 32.569 prestazioni erogate contro le 26.605 del 2018. Un balzo notevole poiché vi è da registrare una impennata pari ad  22,4%».

Cosa significano questi numeri?

«E’ aumentata l’utenza verso il privato».

Qual è il valore delle prestazioni erogate?

«Scorrendo i conti il valore  risulta essere pari a 1.258.748 con un incremento, rispetto ai primi sei mesi del 2018, del 28,9% (976.675 nel 2018)».

Quali le maggiori aree nelle quali fornisce prestazioni il privato accreditato?

«Al primo posto troviamo l’area del recupero e della riabilitazione funzionale. Dove le prestazioni erogate sono risultate essere pari a 15.949 con un incremento del 20,6% (l’anno scorso ci si fermò a quota 13,221). Per quanto concerne il valore delle prestazioni erogate si arriva a quota 235.264 contro quota 162.730 del 2018. Qui l’incremento risulta essere pari ad un + 44,6. Alle spalle la radiologia (11759 prestazioni contro le 11.022 dello scorso anno) e la cardiologia (2628 contro 1396) che porta quest’ultima ad un significativo incremento dell’88,3% come prestazioni e di un 151,1% come valore erogato (166.520 contro 66.310)».

Le prestazioni erogate nei primi sei mesi dell’anno dall’Ulss 7 Pedemontana

Una montagna le prestazioni erogate, nei primi sei mesi dell’anno, dall’Ulss 7 Pedemontana. Questi i numeri:

Quante le prestazioni erogate ed il valore dell’erogazione?

«Il totale dei primi sei mesi del 2019 parla di 1.746.827 prestazioni erogate con un calo dello 0,3% rispetto allo scorso periodo del 2018 quando le prestazioni fornite furono pari a  1.751.879. Il valore delle prestazioni fornite ammonta invece a 26.817.775 nei primi sei mesi di quest’anno contro i 27.942.192 dei primi sei mesi del 2018 pari ad una variazione di un -4%. Il totale pubblico, escludendo il laboratorio, risulta, nei primi sei mesi del 2019, pari a 422.342 prestazioni erogate contro le 439.142 dello scorso anno, questo significa un decremento del 3,8%. Con un valore pari a 22.244.141 (gennaio-giugno 2019) contro un valore di 22.244.141 dello stesso identico periodo dello scorso anno ( -5,4%)».

Scendendo ad esaminare le prestazioni di ogni singolo reparto cosa dicono i numeri?

«Sicuramente  la parte del leone lo fa il laboratorio analisi che, nei primi sei mesi di quest’anno, ha erogato 1.324.485 prestazioni con un incremento dello 0,9% rispetto all’identico periodo dello scorso anno quando le prestazioni erogate furono 1.312.737. Qui abbiamo anche un valore di prestazioni abbastanza elevato e che tocca quota 5.782.897 contro i 5.698.051 del 2019. Un aumento, come introiti, di un 1,5%. Alle spalle la radiologia che tocca quota 74.913 prestazioni nell’arco dei primi sei mesi di quest’anno, in calo rispetto al 2018 quando le prestazioni furono 78.741 (- 4,9%). Più sotto l’area del  «recupero e di riabilitazione funzionale dall’alto delle sue 46.331 prestazioni erogate tra gennaio e giugno di quest’anno contro  le 44.642 dello scorso anno, pari ad un incremento del 3,8%. Con un valore pari a 657.375 (2019) contro i 603.410 del 2018».

Dove si sono registrate le variazioni positive più alte rispetto ai primi sei mesi del 2018?

«Qui i dati dicono che le variazioni più significative le troviamo in allergologia (+21,5%) seguito dall’ematologia (+18,4%), dalla chirurgia plastica (+18,3%)  e dalla pediatria (+14,8%) ».

Dove compaiono i numeri che parlano di un calo di prestazioni erogate?

«La tossicologia chiude con un -38,9% (da 54 prestazioni dei primi sei mesi del 2018 si è passati alle 33  di quest’anno nell’identico periodo), mentre il centro trasfusionale passa dalle 840 prestazioni di gennaio-giungo 2018 alle 351 di quest’anno (-58,2%). Profondo rosso per odontoiatria e stomatologia che passa dalle 339 prestazioni dei primi sei mesi del 2018 a quota 0 di quest’anno (-100)».

Da dove arrivano i maggiori valori di prestazione erogate?

«In primis dal laboratorio analisi  seguito dalla radiologia, dall’oculistica , dalla nefrologia  e dall’oncologia».

Dove, in termini di minori introiti, le incidenze maggiori?

«La si può trovare in odontoiatria e stomatogologia. Dove il valore gennaio-giungo 2018 si era assestato a quota 9.804, mentre quest’anno ha toccato invece quota zero. Subito sotto la tossicologia che da 1.133 è scesa a quota 755».

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