Comitato scientifico

Bambini e Coronavirus, le anomalie del caso veneto: non sono contagiosi

I contagi diminuiscono ma le morti aumentano: dati non correlati, ma ci sono altre osservazioni che ci aiutano a contrastare un eventuale ritorno dei contagi in autunno.

Bambini e Coronavirus, le anomalie del caso veneto: non sono contagiosi
Vicenza, 24 Aprile 2020 ore 08:31

Durante la conferenza stampa di ieri, 23 aprile 2020, si è parlato anche del possibile ritorno del virus in inverno e del rischio di nuovo contagio per i soggetti dimessi. Il comitato scientifico però ha già fatto le prime osservazioni.

Un virus particolare

Come si spiega il fatto che la curva del contagio scende ma i morti aumentano? In realtà, le due cose non sono correlate: il contagio è un’istantanea che dipende dai tamponi fatti ma sono direttamente proporzionali al numero dei tamponi. Il tema dei morti pone la questione rispetto al fatto che sono il risultato di un contagio di due o tre settimane fa. Sono due elementi di lettura che non si incrociano. “Un virus molto strano, veloce ad andare via ma si spera non altrettanto a tornare” afferma Zaia.

Le notizie sui farmaci

Avigan è arrivato a Verona ed è stato distribuito a Padova e Milano. Il farmaco viene somministrato nelle prime fasi del contagio e il motivo per cui si è scelto di testarlo in Veneto è che qui la sanità è stata gestita in maniera attenta e capillare.
Altri farmaci sono in fase sperimentale: 130 pazienti stanno provando il farmaco contro il cancro alla prostata che avrebbe già dato alcuni risultati. Viene somministrato già, in cocktail con altri farmaci, anche il rimedio contro l’artrite reumatoide e l’antimalarico. Quest’ultimo, in particolare, viene somministrato a domicilio.
I medici confermano che le trombosi dei polmoni sono il vero guaio: anticoagulanti e terapie. I cocktail di farmaci sono l’unico rimedio in attesa di un vaccino, se mai arriverà.

Cosa si è osservato

Covid19 è un virus che colpisce meno le donne. Questo potrebbe avvalorare la tesi portata avanti dall’Università di Padova  per cui il virus si attacchi sugli ormoni che si occupano della produzione del testosterone. Non solo: dall’osservazione fatta in particolare a Vo’ Euganeo, pare che i bambini tendano a presentare sintomi meno gravi rispetto agli adulti e non trasmettano il virus. Ovviamente, non si può affermare che i bambini non possono contrarre il virus ma l’idea è di procedere con lo studio del Covid19 sui più piccoli per capire come il virus si sviluppa e si trasmette.

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