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Baby gang del duomo, in comunità il resto del gruppo

I Carabinieri del Nucleo operativo di Thiene hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare per il resto della banda.

Baby gang del duomo, in comunità il resto del gruppo
Cronaca Thiene e Valdastico, 12 Marzo 2019 ore 10:06

Sono state finalmente eseguite, da parte dei Carabinieri del nucleo operativo della compagnia cittadina, nella giornata di lunedì 11 marzo scorso tre ordinanze di custodia cautelare a carico dei rimanenti minori facenti parte della banda che il 25 febbraio scorso ha aggredito e rapinato l’anziana signora 93enne L. M., residente in città, mentre si stava recando in parrocchia a fare volontariato.

La decisione del tribunale dei minori

Il Tribunale per i minori di Venezia ha concordato con la proposta del Pubblico Ministero di affidare i rimanenti tre protagonisti della vicenda ad una comunità di recupero minorile, dopo aver chiarito la posizione di ognuno e riconosciuto quindi la loro responsabilità, mentre gli altri due erano stati arrestati subito dopo l’accaduto. Espletate le formalità di rito, i giovani sono stati quindi affidati a tre comunità diverse tutte ubicate fuori dalla provincia.

L'aggressione del 25 febbraio

L’anziana donna, molto conosciuta in paese perché attiva nell’ambito della parrocchia, stava percorrendo via Roma quando il gruppetto composto da cinque ragazzini residenti nello scledense ma in «trasferta» criminale a Thiene, si sono avventati su di lei per strapparle la borsa, facendola cadere rovinosamente a terra. La signora in quel frangente ha rimediato una ferita alla testa e la rottura del radio, mentre la baby gang è stata rintracciata , dai carabinieri poche ore dopo, anche grazie alle importanti testimonianze di chi ha assistito al grave episodio; tre dei suoi membri erano dunque denunciati a piede libero e due tratti appunto subitamente in arresto.

La dichiarazione dell'assessore Samperi

Esprime grande soddisfazione l'Assessore alla Sicurezza Alberto Samperi per i provvedimenti severi dell'autorità giudiziaria: "Come ho avuto modo di chiedere in quei giorni, la punizione doveva essere esemplare, tanto era stato vile il gesto compiuto. Non dimentichiamo che la certezza della pena è uno degli elementi basilari per arginare il fenomeno della microcriminalità. Colgo l'occasione per rinnovare le mie congratulazioni al capitano Davide Rossetti e ai suoi uomini per il tempestivo ed efficace intervento che ha subito individuato i responsabili del gesto".