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Architettura come forma di resilienza post Covid-19: un successo il simposio web

Risultati interessanti emersi dal webinar “A quale casa vorremo tornare, ora che siamo usciti?”, organizzato da Sophia Los con Gianluca Rosso, introdotto dal poeta e filosofo Marco Guzzi e promosso dall’Inbar- Istituto Nazionale Bioarchitettura.

Architettura come forma di resilienza post Covid-19: un successo il simposio web
Vicenza, 07 Maggio 2020 ore 17:18

“A quale casa vorremo tornare, ora che siamo usciti?”, ovvero l’architettura come forma di resilienza per la società.

Ripensare il modo di abitare

Con gli studi di architettura serrati e i cantieri a singhiozzo, il mondo dell’architettura si mantiene vivace nell’affrontare temi che più da vicino riguardano l’innovazione sociale e la sostenibilità ambientale. Argomenti cui la
società è chiamata a confrontarsi, e derivanti dall’acuirsi di fenomeni di portata globale e della sempre minore
disponibilità di risorse non rinnovabili. Il webinar “A quale casa vorremo tornare, ora che siamo usciti?”, organizzato da Sophia Los (architetto e paesaggista di studio Sol) con Gianluca Rosso (Nzeb), introdotto dal poeta e filosofo Marco Guzzi e promosso dall’Inbar- Istituto Nazionale Bioarchitettura, è stato trasmesso via Web martedì 5 maggio dalle ore 17, coinvolgendo importanti ospiti quali Roberta Rocelli (direttore generale Festival Biblico), Marisa Fantin (Pianificatrice di Archistudio), Sergio Los e Natasha F. Pulitzer (Synergia progetti), Marco Bussone (presidente di Uncem- Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), Marco Caserio (segretario Naz. di Inbar) con un saluto di Anna Carulli (Presidente Nazionale di Inbar).

Non solo architettura…

L’iniziativa ha raccolto una “platea” virtuale di ben 1200 collegamenti da Facebook e 200 utenti via Zoom, ben
riassunto dall’hashtag #iorestoacasaconlabioarchitettura. Interventi mirati che hanno rivelato le sfaccettature che i
temi dell’urbanistica, del paesaggio, del costruire, hanno con l’essenza stessa delle società umane e con il benessere
degli individui, in un periodo di crisi dovuto alla pandemia di covid-19. Il simposio ha condiviso tra esperti di architettura, sociologia, ingegneria, economia, fino alla mediazione immobiliare, la necessità della “rivoluzione gentile” teorizzata dal poeta e filosofo Marco Guzzi, per formazione legato alla lezione del filoso Heidegger. Connessioni inaspettate che dimostrano di come il mondo di oggi necessiterà di una riscoperta del valore locale, o del “Genius Loci”, per citare Christian Norberg-Schulz ma anche l’opera di Andrea Palladio, ripensando a case dove risiedono le persone e le loro anime, inserite in quartieri e in città che dovranno inevitabilmente scommettere sulla miglior qualità della vita e dei rapporti sociali.

La lectio magistralis del professor Los

Non è una novità che l’architettura sia uno dei grandi ambiti di sperimentazione delle società, soprattutto negli ultimi due secoli. Lo ha ribadito in collegamento anche Marco Bussone, auspicando l’attuazione di una serie di leggi già presenti in Italia per il rilancio dei piccoli comuni, ma con una presenza sempre maggiore dell’Unione Europea.
È una lectio magistralis l’intervento del prof. Sergio Los, dello IUAV di Venezia, che invita a riflettere sul pianeta
iperconnesso, che favorisce i “sistemi instabili”e sottolinea come, dopo una lunga crisi economica e una pandemia,
dovremo puntare “sull’innovazione sociale” più di quella tecnologica. “È una città senza architetti e a scarto zero” la
città storica da cui proveniamo, osserva Natasha Pulitzer, tra le pioniere dell’utilizzo dell’informatica applicata
all’architettura e convinta che sia necessaria un’attenzione sempre maggiore ai borghi e alle periferie, con l’obiettivo
dello “scarto zero”. Gianluca Rosso osserva come proprio in questo periodo di pandemia, “si è riscoperta la medicina del territorio, rispetto alla sua concentrazione negli ospedali”, per garantire una maggiore sicurezza alle persone, e come l’architettura sostenibile parta dal progetto, non dalla semplice installazione di impianti a basso consumo.
Con l’occasione Roberta Rocelli ha annunciato l’evento del Festival Biblico 2020, al quale l’OAPPC- Ordine degli
Architetti PPC di Vicenza parteciperà con l’organizzazione di un workshop nel borgo di Pedescala). La direttrice del
Festival considera come “questo è un tempo di porsi domande, anziché avere paura”. Tra gli interventi, anche la
mediatrice immobiliare di Sandrigo Federica Colpo prende atto del crollo del mercato immobiliare, e allo stesso modo auspica migliori soluzioni abitative attraverso il riuso dei centri storici e delle periferie, in un rapporto di fiducia tra le amministrazioni pubbliche e i cittadini.

Tanti gli spunti emersi

Il risultato di questo webinar, che ha offerto spunti per una resilienza dell’intera società, auspica il rapporto di fiducia tra professionisti, tecnici, intellettuali e cittadini, e proprio per questo di grande attualità. Riflessioni valide anche in queste ultime settimane dove “i 200 metri ai quali siamo stati costretti sono diventati lo spazio operativo della nostra vita”, osserva Sophia Los che, distinguendo tra crescita e costruzione, propone di pensare all’architettura come a un grande abito, ponendo al centro gli esseri viventi attorno ai quali costruire un riparo. Pensando agli scenari possibili dopo la crisi utilizza la metafora degli uccelli: un futuro da struzzo o da uccello giardiniere? Il che significa, che saremo noi a poter decidere in quale direzione guardare e come migliorare la società grazie alle nostre abitudini e alle nostre scelte. “Questo modo di pensare è una rivoluzione gentile”, osserva Marco Guzzi, “ma radicale”. La registrazione di questa iniziativa sarà online gratuitamente sul canale Youtube dell’INBAR.

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