Tribunale

“Alunni messi a testa in giù”: condannata a due mesi maestra di Valdagno

Già annunciato ricorso in Appello. L'insegnante condannata per abuso di mezzi di correzione. Dovrà risarcire anche le famiglie.

“Alunni messi a testa in giù”: condannata a due mesi maestra di Valdagno
Schio e Valdagno, 18 Giugno 2020 ore 09:40

Condannata a due mesi di reclusione Emanuela Romana Olga Farina, maestra 58enne di Valdagno.

Pena minima

“Abuso di mezzi di correzione”. Due mesi di reclusione con la condizionale, il minimo della pena (a fronte di una richiesta dell’accusa di 3 anni e mezzo). E’ la condanna inflitta martedì scorso dal Tribunale di Vicenza alla maestra Emanuela Romana Olga Farina, 58 anni di Valdagno. Che dovrà contestualmente risarcire con 6mila euro i genitori di due dei tre bambini, costituitisi parte civile, oggetto delle sue “attenzioni”.

Pronto il ricorso in Appello

Nonostante la sua difesa, che ha fatto leva su un’ernia al disco (con tanto di certificati medici esibiti) per rendere inverosimile dinanzi alla Corte l’accusa di aver afferrato per le caviglie due suoi alunni tenendoli a testa in giù e scuotendoli, è dunque arrivata una sentenza di condanna per l’insegnante vicentina. Il cui avvocato ha tuttavia già annunciato il ricorso in Appello.

L’accusa e i precedenti

Gli episodi contestati risalgono al 2017 quando, in una scuola di Valdagno, Farina avrebbe preso di mira tre alunni particolarmente vivaci. Uno sarebbe stato afferrato addirittura per il collo e steso su un banco, con una sedia puntata a pochi centimetri dal volto. Poi l’accusa di aver “afferrato per le caviglie” altri due alunni mettendoli a testa in giù e scuotendoli. Tra l’altro episodi cui si aggiunge un precedente in cui la maestra elementare era stata già accusata, finendo anche in quel caso a processo, di aver strattonato con violenza, facendolo sbattere contro un termosifone, un altro studente dello stesso istituto comprensivo di Valdagno. Accusa da cui Farina era stata tuttavia assolta, “perché il fatto non sussiste”. Altri episodi dello stesso tenore, risalenti al 2010, sono invece già andati in prescrizione.

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