A Chiampo e ad Arzignano

Agenti immobiliari abusivi lavoravano in nero in due distinte agenzie

I due non erano iscritti nell’apposita sezione del Registro delle Imprese, requisito imprescindibile per questo tipo di professione

Agenti immobiliari abusivi lavoravano in nero in due distinte agenzie
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Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Vicenza hanno scoperto due soggetti che operavano abusivamente come mediatori immobiliari presso due distinte agenzie di Chiampo e di Arzignano: i due non erano iscritti nell’apposita sezione del Registro delle Imprese, requisito imprescindibile per questo tipo di professione.

Si finge un agente immobiliare ad Arzignano

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Vicenza hanno individuato due agenti immobiliari abusivi, sanzionati anche per l'uso di contanti oltre il limite consentito e per provvigioni incassate "in nero".

Nei primo caso, è stata effettuata un’attività ispettiva nei confronti di un’agenzia di Arzignano (VI), affiliata ad una nota catena del settore. dove operava in qualità di agente immobiliare abusivo un procacciatore d’affari titolare di una autonoma partiva IVA.

Grazie alla preziosa collaborazione con la locale Camera di Commercio, è stato accertato non solo che il presunto “mediatore” non possedeva la qualifica di “agente immobiliare” (non essendo iscritto nell’apposita sezione del REA/Registro delle Imprese), ma anche che lo stesso aveva sostenuto per ben due volte tra il 2022 e il 2023 e sempre con esito negativo gli esami abilitanti per la professione di mediatore immobiliare presso il suddetto Ente camerale.

L’attenzione delle Fiamme Gialle si è, successivamente, rivolta sulle singole compravendite concluse dall’agente abusivo per conto della agenzia immobiliare, trovando conferma del fatto che fosse egli, in prima persona, a curare le trattative, facendo sottoscrivere al cliente la proposta d’acquisto, accompagnandolo a visionare gli immobili e assistendo il cliente anche nelle fasi della redazione del preliminare fino al rogito.

Dalle investigazioni è, inoltre, emerso che per una compravendita il presunto agente ha ricevuto 5mila euro in contanti, quindi sopra il limite previsto dalla normativa antiriciclaggio (al tempo in vigore) per i pagamenti in contanti fra privati fissato a 2mila euro.

Dati tutti gli elementi acquisiti, nei confronti del responsabile è stata irrogata una sanzione pecuniaria fino ad un massimo di 15mila euro per la sua attività di mediazione abusiva, mentre con riferimento alla violazione sull’utilizzo dei contanti, è stata irrogata una sanzione pecuniaria di 2mila euro. Quest'ultima sanzione amministrativa è stata irrogata anche al cliente della agenzia immobiliare.

Beccato un secondo mediatore immobiliare non abilitato a Chiampo

Nel secondo caso, a seguito di una segnalazione pervenuta al numero di pubblica utilità 117, i finanzieri della Compagnia di Arzignano, mediante l’analisi della documentazione acquisita presso un’agenzia immobiliare di Chiampo e grazie alle dichiarazioni rese da alcuni clienti, hanno appurato che uno dei collaboratori esterni della stessa agenzia (dotato di autonoma partita I.VA.), con mansioni di “promotore pubblicitario e ricerca di clienti e immobili”, svolgeva in realtà l’attività di mediazione immobiliare, pur non essendo abilitato.

E’ stato, infatti, accertato che il presunto agente aveva curato tutti gli aspetti delle trattative con i clienti, provvedendo a far visionare gli immobili, prestare assistenza nella compilazione delle proposte di acquisto e dei mandati di mediazione, scegliere il notaio per il rogito, interfacciarsi con le banche per la valutazione degli immobili.

Tutte prerogative esclusive dei mediatori immobiliari iscritti nella sezione REA del Registro delle Imprese, ai quali sono richiesti precisi requisiti morali e professionali tra cui l’assenza di condanne per determinati reati, nonché di provvedimenti antimafia, la frequentazione di un corso di formazione specifico e il superamento di un apposito esame.

Nei confronti dell’agente immobiliare abusivo è stata irrogata una sanzione amministrativa per un importo che va dai 7.500 ai 15mila euro con una segnalazione alla Camera di Commercio per l’eventuale adozione di provvedimenti disciplinari nei confronti dello stesso e dell’agenzia immobiliare con cui ha operato.

Nei confronti dell’agenzia immobiliare, peraltro, è stato condotto un controllo fiscale all’esito del quale è stata constatata l’omessa fatturazione con riferimento ad un’operazione di mediazione immobiliare dalla quale era scaturita una provvigione di 8.500 euro corrisposta in contanti da parte del cliente.

Un'omissione che ha permesso al rappresentante legale dell’agenzia di evadere l’IVA per quasi 2mila euro. Sia nei confronti di quest’ultimo che del cliente è stata irrogata un'ulteriore sanzione amministrativa di 2mila euro per aver violato la normativa antiriciclaggio che fissa,  dal 1° gennaio 2023, a 5mila euro il limite all’uso del contante fra privati.

11 intermediari abusivi individuati in un solo mese

nel corso dei controlli nel settore della mediazione immobiliare, Lle Fiamme Gialle beriche hanno individuato ben 11 intermediari immobiliari abusivi individuati in un mese. Da qui nasce una raccomandazione ai papabili clienti.

Sul punto, è particolarmente necessario che gli interessati al servizio mantengano un elevato livello di attenzione quando si rivolgono ad un intermediario immobiliare, richiedendo espressamente la prova della prevista abilitazione, segno di professionalità e serietà.

Al riguardo, nel portale “Ricerca online mediatori attivi” della Camera di Commercio berica è possibile verificare gratuitamente se l’agente d’affari in mediazione è regolarmente iscritto. Le norme prevedono che chiunque esercita l’attività di mediazione senza essere iscritto nel ruolo è tenuto alla restituzione alle parti contraenti delle provvigioni percepite.

L’intervento della Guardia di Finanza di Vicenza, in perfetta sinergia istituzionale con la locale Camera di Commercio, si inserisce in un più ampio dispositivo di salvaguardia degli operatori onesti, che ha lo scopo primario di tutelare lavoratori e associazioni di categoria del settore a fronte di comportamenti lesivi della corretta concorrenza, prevenendo nel contempo le numerose truffe a danno di ignari clienti che trovano nell’abusivismo terreno fertile.

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