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“40 anni di passione” e non dimostrarli per Marostica Fotografia 1979

Con la serata del 20 novembre scorso si sono concluse le attività che quest’anno Marostica Fotografia 1979 ha dedicato al quarantesimo anniversario della sua fondazione.

“40 anni di passione” e non dimostrarli per Marostica Fotografia 1979
Bassano, 27 Novembre 2019 ore 09:10

Con la serata del 20 novembre scorso si sono concluse le attività che quest’anno Marostica Fotografia 1979 ha dedicato al quarantesimo anniversario della sua fondazione. Attività comprendenti corsi di fotografia e fotoritocco, workshop pratici e approfondimenti tematici sul ritratto, sulla tecnica macro, sul bianco e nero, sul light painting, sulla lettura dell’immagine, e poi ancora i mercoledì sera dedicati ai soci, la quarta edizione de la Caccia al tesoro fotografica, la collaborazione con Casa Enrico (una struttura protetta per persone diversamente abili), il Fuij Day, le mostre personali e la collettiva “100×70”, le serate con l’autore “Una vita per la fotografia” che, nelle prime tre date di quest’anno, hanno visto ospiti tre soci fondatori. E poi, per finire in puro spirito natalizio, le domeniche 16 e 22 dicembre pomeriggio in verranno offerti ai cittadini dei “Ritratti felici” (del tutto gratuiti) presso la sede operativa di Corso Mazzini 77 a Marostica.

“40 anni di passione” e non dimostrarli per Marostica Fotografia 1979

La prima parte della serata del 20 novembre ha visto ospiti, come da tradizione, i soci in regola con l’iscrizione all’associazione che hanno prodotto per l’occasione degli audiovisivi e dei portfoli che sono stati proiettati nel grande schermo dello Spazio San Marco a Marostica che inoltre ospita, dal 16/11 al 01/12, la mostra collettiva “100×70”. La seconda parte, invece, è stata dedicata alla presentazione della pubblicazione dal titolo “40 anni di passione”, che ricostruisce il percorso intrapreso dall’associazione fin dal 1979.

La prefazione, scritta da Gabriella Strada (presidente esecutivo dal 2012, anno che vede la ripresa delle attività dell’associazione) che ha curato il progetto, la grafica e i testi della pubblicazione, ben descrive ciò che ha dato vita all’allora Fotoclub Marostica:

“Siamo nel 1979. Imperversano la disco music e gli abiti aderenti come una seconda pelle, la musica si ascolta con il walkman e i Pink Floyd lanciano The Wall, da lì a poco verrà dichiarato estinto il virus del vaiolo, scoppia la seconda crisi energetica petrolifera degli anni ’70, Margaret Thatcher viene eletta Primo Ministro del Regno Unito e, per la prima volta dalla sua nascita, il Parlamento Europeo viene eletto a suffragio universale dai cittadini degli Stati Membri. In questo scenario sociale, fra austerity energetica e lady di ferro, dal progetto di un piccolo gruppo di appassionati di fotografia nasce il Fotoclub Marostica. All’epoca la fotografia era considerata un hobby che non molti potevano permettersi, le fotocamere erano “pura meccanica” e, in considerazione del costo, prima di far sviluppare e stampare le poche pose contenute in un rullino ci si pensava un po’ su. Marostica ribolliva di progetti culturali come mosto nei tini e molte nuove associazioni, tutt’ora in attività, nascevano proprio in quel periodo su iniziativa di giovani intraprendenti, intrecciando collaborazioni e stringendo amicizie. Sono passati quarant’anni da allora, l’associazione ha cambiato nome (ora si chiama Marostica Fotografia 1979), le fotocamere sono diventate dei veri e propri computer e, diciamocelo, internet e i social hanno fatto dello “scattare fotografie” la più inflazionata delle attività comuni, anche se… anche se saper fotografare è davvero tutta un’altra cosa! Con questa pubblicazione vogliamo ripercorrere brevemente e a passi lunghi la storia dell’associazione, dedicandola a chi ha saputo tenerla viva anche in tempi in cui la mancanza di soci stava facendola precipitare nell’oblio, ovvero a Sergio Sartori, a cui nel 2012, in seguito alla ripresa delle attività, è stata conferita la carica di Presidente Onorario”.

La ricostruzione storica, proposta in chiave di racconto, è stata supportata da oltre un centinaio tra foto, locandine, documenti che sono stati reperiti scartabellando i polverosi archivi di alcuni soci fondatori, della Biblioteca Civica, della Consulta fra le Associazioni Culturali del territorio (di cui Marostica Fotografia 1979 fa parte fin dalla sua costituzione). Fondamentali sono stati i ricordi di alcuni soci fondatori quali
Aldo Angelo Filippin, Sergio Sartori, Pierluigi Consolaro e Ampelio Pellattiero.

La pubblicazione si conclude con una chiosa sul che cos’è oggi la fotografia amatoriale:

“Molto spesso, a conclusione delle nostre serate dedicate alle molte attività, ci si ritrova attorno a un tavolo con un bicchiere di buon vino stretto in un mano e nell’altra un boccone di qualche prelibatezza. È questo, in genere, il momento in cui la nostra vena filosofica si palesa e innesca preziosi scambi di opinioni sul cos’è stata e cos’è oggi la fotografia amatoriale. Riprendendo quanto detto in prefazione, certo è che in tempi in cui le fotocamere sono diventate dei veri e propri computer e internet e i social hanno fatto dello “scattare fotografie” la più inflazionata delle attività comuni, risulta davvero difficile pensare alla fotografia come qualcosa che necessita di lungo studio esperienziale e innata creatività altresì disciplinata da rigide regole compositive. Resta, comunque, un’ineluttabile certezza che nasce e si sintetizza, nobilitandosi, proprio in quelle chiacchiere fra amici legati solo da una passione comune per la fotografia, con un bicchiere di buon vino a far da paciere sulle differenze di gusto estetico o sulla miglior marca di fotocamera”.