Riqualificazione

Vicenza, nuovo piano degli interventi: si punta alla riduzione del consumo di suolo

Le 229 manifestazioni di interesse, che possono comprendere più di una richiesta di variante, presentate da cittadini, imprese e operatori pubblici e privati sono suddivise in cinque categorie.

Vicenza, nuovo piano degli interventi: si punta alla riduzione del consumo di suolo
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Interventi volti alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e alla riorganizzazione della città consolidata.

Vicenza, nuovo piano degli interventi

Sono questi gli indirizzi fondamentali da cui partirà la formazione del nuovo piano degli interventi, per il quale cittadini, imprese e operatori pubblici e privati hanno presentato al Comune229 manifestazioni di interesse per un totale di consumo di suolo previsto di circa 85,16 ettari. A definire tali linee guida è il Report approvato dalla giunta e dedicato ad una prima analisi e verifica degli esiti della raccolta di manifestazioni di interesse, aperta a luglio e chiusa a fine dicembre dello scorso anno, e alla delineazione appunto delle indicazioni operative per le prossime fasi di formazione del piano.

“Secondo le priorità - spiega il primo cittadino Francesco Rucco – contenute nel Documento del sindaco e gli indirizzi di pianificazione della Regione, che indica in 33,58 ettari la superficie massima utilizzabile fino al 2050, la pianificazione del nuovo piano degli interventi seguirà il principio della riduzione del consumo di suolo, incentivando la sostenibilità degli edifici e spazi urbani e la qualità architettonica. Solo in una fase successiva sarà possibile per il Comune individuare aree nelle quali programmare interventi di nuova urbanizzazione. Va considerato infatti che l’attuale contesto economico e sociale impone di dare risposte ai cittadini e alle imprese impegnate nel recupero del patrimonio edilizio esistente, nonché alle famiglie che intendono guardare al futuro con nuovi investimenti per migliorare le loro condizioni abitative. Il piano deve creare le condizioni per favorire l’accesso ai bonus edilizi, uno strumento fondamentale per il rilancio dell’economia e la transizione ecologica. Inoltre, per dare riscontro alle esigenze di trasformazione limitando il consumo di suolo, sarà fondamentale lo strumento del “credito edilizio” che come amministrazione ci siamo già impegnati ad utilizzare anche espandendone il campo di applicazione”.

Le manifestazioni di interesse

Le 229 manifestazioni di interesse, che possono comprendere più di una richiesta di variante, presentate da cittadini, imprese e operatori pubblici e privati sono suddivise in cinque categorie: la rigenerazione urbana (16 domande per 0 ettari di consumo di suolo previsti), la ricucitura dei margini edificati tra città e zona agricola (37 domande per 43,50 ettari di consumo di suolo), gli interventi minori destinati alle esigenze abitative famigliari (50 domande per 2,88 ettari di consumo di suolo), la variazione della classificazione degli edifici oggetti di tutela (26 domande a cui se ne sommano 20 relative a precedenti richieste, 0 ettari), richieste varie (108 domande per 38,78 ettari di consumo di suolo).

Nel dettaglio, le proposte di rigenerazione urbana presentate si riferiscono ad ambiti da riqualificare perché in stato di degrado, abbandono o non attuati, che non comportano consumo di suolo. Risultano di particolare interesse le istanze che riguardano le aree “ex commerciali” di Vicenza ovest o di servizio, nei quartieri di Santa Bertilla, San Paolo e Sant’Andrea, per le quali il primo piano degli interventi aveva individuato una loro riconversione a residenziale, ma che non hanno ottenuto una reale trasformazione per la rigidità e complessità dei procedimenti di rigenerazione.

Le domande di ricucitura riguardano gli interventi di espansione edilizia ai margini della città. In questa categoria sono comprese le opere, anche rilevanti, di espansione edilizia con utilizzo di terreni agricoli. Spiccano le proposte di nuova urbanizzazione che erano già inserite nella strumentazione urbanistica comunale del primo piano degli interventi e successivamente decadute con il termine di validità dello stesso. Le difficoltà di realizzazione dovute alla crisi del settore immobiliare, all’estensione dell’ambito di intervento e al numero di soggetti coinvolti ne hanno impedito una loro concreta attuazione.

Gli interventi minori per il fabbisogno famigliare-sociale riguardano opere edilizie unifamiliari (600 mc), i cosiddetti Bid, finalizzati ad esigenze di carattere famigliare e correttamente localizzati. Questi interventi possono o meno comportare consumo di suolo in base alla loro ubicazione. Inoltre, parte delle istanze appartenenti a questa tipologia sono riproposizioni di quelle già pervenute in sede di formazione del primo Piano degli Interventi, in quanto molti richiedenti non avevano compreso la temporalità delle previsioni pianificatorie.

Per quanto riguarda la variazione alla classificazione degli edifici oggetto di tutela, questi interventi contengono le segnalazioni degli edifici e dei manufatti censiti dal Piano degli Interventi come elementi di valore architettonico ambientale che incontrano difficoltà di recupero e ristrutturazione a causa della normativa del piano vigente. Con queste istanze, che non comportano il consumo di suolo, viene data la possibilità di proporre una revisione puntuale della disciplina per consentirne il recupero e riuso.

Infine, le proposte di variante non rientranti nelle categorie precedenti riguardano richieste varie, sia di carattere puntuale sia normativo generale, presentate come contributi per la formazione del nuovo piano. Le domande, che possono comportare o meno consumo di suolo, verranno valutate qualora in linea con gli indirizzi di pianificazione del Documento del sindaco.

Fase istruttoria

Per dare avvio alla fase istruttoria delle manifestazioni di interesse e per procedere alla formazione del nuovo strumento urbanistico, verranno sviluppate adesso una serie di varianti puntuali, relative alla riqualificazione edilizia e all’organizzazione della città consolidata e agli accordi di rigenerazione urbana e di ricomposizione dei confini urbani con consumo di suolo.

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