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Vicenza, cedimento a Palazzo del Territorio (in restauro): chiusi i negozi vicini

Attualmente si sta ragionando su quale sia il miglior metodo d'intervento

Vicenza, cedimento a Palazzo del Territorio (in restauro): chiusi i negozi vicini

Nel pomeriggio di ieri, 20 marzo 2026, Vicenza ha rischiato di perdere uno dei simboli di Piazza Matteotti: Palazzo del Territorio.

Cedimento a Palazzo del Territorio

Erano circa le 17 quando i Vigili del fuoco sono stati avvisati di un possibile cedimento strutturale. Di fatto, una volta giunti sul posto hanno rilevato un dissesto statico della parete che dà su Piazza Matteotti.

Per questo motivo è stata predisposta l’evacuazione del Palazzo e degli edifici di fronte. Anche la strada è stata chiusa in via precauzionale.

Sul posto assieme ai Vigili del Fuoco, intervenuti anche con una piattaforma aerea per visionare la parte superiore della parete, c’erano anche la Polizia Locale e il Sindaco, Giacomo Possamai.

Le dichiarazioni di Possamai

Proprio il Primo cittadino ha dichiarato:

“È un problema che può avere un impatto sull’edificio per cui, per prudenza, su indicazione dei vigili del fuoco abbiamo evacuato sia gli uffici che sono a Palazzo del Territorio, sia le case su Leva degli Angeli e che si affacciano vicino a Palazzo del Territorio.

Al momento i Vigili del Fuoco, assieme agli ingegneri strutturisti stanno ragionando su come intervenire e sono in contatto con l’impresa per le modalità per la messa in sicurezza”.

Non è ancora chiaro cos’abbia potuto causare questo problema, ma è ancora troppo presto. Il Sindaco ha poi continuato:

“Le strade rimangono chiuse finché la messa in sicurezza non viene completata e, fintanto che non c’è la massima sicurezza, ovviamente anche ai residenti chiediamo di non rientrare nella proprio abitazione. Li abbiamo contattati uno per uno in queste ore, nel momento in cui sarà la messa in sicurezza, chiaramente, rincontatteremo perché possano tornare a casa”.

Come ha poi sottolineato, il problema statico non riguarda anche le case vicine, ma è solo per precauzione. Tuttavia, sono tra i 10 e i 20 cittadini che non possono rientrare nella propria casa, oltre a diverse attività economiche.

 

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