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Processo Miteni Pfas, Cgil: "No all'esclusione del sindacato come parte civile"

L'Inail di Vicenza ha già riconosciuto una ventina di richieste di ex dipendenti Miteni, avanzate dal Patronato Inca Cgil di Vicenza, di riconoscimento di malattia professionale a causa del bio-accumulo nel sangue di sostanze Pfas, che l'istituto ha ricostruito essere un danno alla salute di queste persone contaminate.

Processo Miteni Pfas, Cgil: "No all'esclusione del sindacato come parte civile"
Attualità Vicenza, 11 Novembre 2021 ore 10:24

I Segretari Generali della Fictem e della Cgil di Vicenza chiedono con forza che venga respinta la richiesta degli avvocati difensori degli imputati di estromettere il sindacato dal processo come Parte Civile.

Processo Miteni Pfas

In vista dell'udienza del processo contro i presunti responsabili dell'avvelenamento da sostanze Pfas prodotto nei territori di tre province venete, compreso Vicenza, i Segretari Generali della Fictem e della Cgil di Vicenza, che si sono costituiti Parte Civile nel processo, chiedono con forza che venga respinta la richiesta degli avvocati difensori degli imputati di estromettere il sindacato dal processo come Parte Civile.

"Noi siamo parte lesa perché rappresentiamo cittadini contaminati e dipendenti che hanno bel sangue elevatissimi valori di sostanze Pfas - affermano Zanni e Ezzelini Storti -, per questo ci siamo costituiti Parte Civile nel processo aperto contro i presunti responsabili, e per questo va respinto il tentativo degli avvocati difensori di escluderci dal processo che deve fare emergere la verità su questa gravissima contaminazione ambientale e lesione della salute delle lavoratrici e dei lavoratori e della popolazione".

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"Ricordiamo peraltro - aggiunge Zanni - che l'Inail di Vicenza ha già riconosciuto una ventina di richieste di ex dipendenti Miteni, avanzate dal Patronato Inca Cgil di Vicenza, di riconoscimento di malattia professionale a causa del bio-accumulo nel sangue di sostanze Pfas, che l'istituto ha ricostruito essere un danno alla salute di queste persone contaminate, per questo va respinta la richiesta di escluderci come Parte Civile".

Infine Zanni ha concluso:

"Il processo deve far luce sui fatti, ma occorre nel contempo dire una parola definitiva sulla bonifica del sito contaminato, perché solo così terminerà l'avvelenamento della falda; occorre che la Regione dica una parola chiara sulla contaminazione degli alimenti prodotti nell'area inquinata ed è necessario che la stessa proceda con gli studi sulla salute dei dipendenti e della popolazione coinvolta".