a Vicenza

Ospedale San Bortolo, aperto il primo ambulatorio di cardio-nefrologia di tutto il Veneto

Un bellissimo progetto diventato realtà rivolto ai pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico ed insufficienza renale cronica

Ospedale San Bortolo, aperto il primo ambulatorio di cardio-nefrologia di tutto il Veneto
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All'ospedale San Bortolo di Vicenza apre l'ambulatorio di cardio-nefrologia: è il primo di tutto il Veneto.

Primo ambulatorio cardionefrologico all'ospedale di Vicenza

Un grande orgoglio per il San Bortolo, che compie un altro passo verso una medicina sempre più interdisciplinare.

L’ospedale di Vicenza è, infatti, il primo in Veneto ad avere attivato un ambulatorio cardionefrologico, rivolto ai pazienti affetti da scompenso cardiaco cronico ed insufficienza renale cronica.

Si concretizza così un progetto che era stato fortemente voluto dal precedente Direttore della Nefrologia, il professor Claudio Ronco.

Proprio a Vicenza infatti è nata la classificazione e definizione delle sindromi cardio-renali ed esiste una società scientifica di cardio-nefrologia di cui lo stesso professor Ronco è tuttora presidente.

Come viene gestito l'accesso dei pazienti?

L’accesso dei pazienti all’ambulatorio potrà essere richiesto da qualsiasi cardiologo o nefrologo dell’Ulss 8 Berica che ritenga il soggetto idoneo ad una valutazione multidisciplinare cardio-nefrologica.

Tra le principali patologie gestite dall’ambulatorio cardio-nefrologico vi sono la sindrome cardio-renale cronica e la disfunzione ventricolare severa associata al progressivo peggioramento della funzionalità renale.

La visita viene svolta con la contemporanea presenza dei due medici specialistici, anche con il supporto ecografico.

Sulla base di questa valutazione multidisciplinare vengono definiti la terapia farmacologica e il percorso di controlli periodici.

Un progetto che "rende orgogliosi e che stimola per il futuro"

Il dott. Francesco Caprioglio (direttore della U.O.C. di Cardiologia) e la dott.ssa Monica Zanella (direttore della Nefrologia) hanno raccolto questa eredità e l’hanno messa in pratica, affidandone la gestione al dott. Luca Sgarabotto, nefrologo, e al dott. Luca Felice Cerrito, cardiologo.

"La necessità di un’interazione tra nefrologi e cardiologi nasce dalla dimostrazione dell’elevata incidenza di complicanze cardiovascolari in pazienti nefropatici, e viceversa. - spiegano il dott. Caprioglio e la dott.ssa Zanella - L’insorgenza di complicanze modifica in modo rilevante la prognosi e la complessità del paziente, che necessita quindi di una valutazione multi-specialistica. Lo scopo principale è integrare le competenze per gestire e condividere la terapia cronica di questi malati, al fine di prevenire e diagnosticare precocemente le complicanze, ridurre gli accessi in pronto soccorso e migliorare la prognosi dei pazienti.

Un modello all’avanguardia - come sottolinea la dott.ssa Maria Giuseppina Bonavina, Direttore Generale dell’ULSS 8 Berica - Spesso si dice che nessuno è progetta in patria, in questo caso invece applichiamo per primi in Veneto un modello di presa in carico che è stato concepito proprio a Vicenza. Questo ci rende orgogliosi e ci stimola per il futuro a definire percorsi sempre più integrati per la presa in carico dei pazienti. A spingerci in questa direzione - continua la dott.ssa Bonavina - non sono solo le evidenze della letteratura scientifica e le best practices internazionali, ma anche una constatazione molto concreta: con l’invecchiamento progressivo della popolazione, è destinato a crescere il numero di pazienti con polipatologia, che devono necessariamente essere valutati e assistiti con una visione d’insieme della loro condizione".

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