Sono tutti infermieri

Operatori sanitari no vax, a Vicenza scattano le prime 21 sospensioni

La sospensione dall’esercizio della professione è valida fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale e comunque non oltre il 31 dicembre di quest’anno.

Operatori sanitari no vax, a Vicenza scattano le prime 21 sospensioni
Attualità Vicenza, 22 Luglio 2021 ore 11:37

Sono 21 gli infermieri iscritti all’Ordine delle professioni sanitarie della provincia di Vicenza (Opi), sospesi ieri dall’esercizio della professione in quanto inadempienti all’obbligo di vaccinazione contro il Sars-Cov 2.

Sanitari no vax, a Vicenza scattano le prima 21 sospensioni

“Si tratta di un atto dovuto a norma di legge, al quale siamo tenuti come ente sussidiario dello Stato – ha specificato il presidente dell’Ordine, Federico Pegoraro -. Il Consiglio direttivo, riunitosi in serata, ha preso atto della notifica giunta da parte del Sisp, il servizio di igiene e salute pubblica dell’Ulss 8 Berica, relativa a questi nostri iscritti che non hanno fornito un giustificato motivo alla mancata vaccinazione, come previsto dal Decreto legge n. 44 del primo aprile scorso. In questo caso la sospensione è automatica, in quanto non si tratta di un provvedimento disciplinare verso il quale l’iscritto può fare ricorso all’Ordine”.

In una nota l’Opi di Vicenza, che ha competenza su tutta la provincia - quindi anche in merito alle decisioni che dovesse prendere l’Ulss 7 Pedemontana – ricorda che la sospensione dall’esercizio della professione è valida fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale e comunque non oltre il 31 dicembre di quest’anno.

“Mi auguro – conclude Pegoraro – che chi non ha vincoli per motivi di salute, proceda quanto prima alla vaccinazione. Non ce lo impongono solo l’etica professionale e il rispetto verso i pazienti e i cittadini, ma il buon senso, viste e considerate le evidenze scientifiche che, pur in continuo divenire, hanno attestato a livello internazionale l’efficacia della copertura vaccinale, in particolare rispetto ai sintomi più gravi e alla conseguente ospedalizzazione”.