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Dissesto idrogeologico, conclusi i lavori sul Timonchio a Marano Vicentino

Pur senza conseguenze disastrose come quelle verificatesi in altre località, anche il tratto superiore del torrente Timonchio era stato colpito dalla forza delle acque che avevano provocato estese e profonde erosioni delle esistenti difese spondali.

Dissesto idrogeologico, conclusi i lavori sul Timonchio a Marano Vicentino
Attualità Thiene e Valdastico, 11 Gennaio 2022 ore 10:27

Si è concluso con la fine del 2021 un importante intervento sul tratto superiore del torrente Timonchio nel territorio del Comune di Marano Vicentino, in località San Pietro.

Dissesto idrogeologico,

“Si tratta di un cantiere curato dalle nostre strutture regionali del Genio Civile di Vicenza - spiega l’assessore al Dissesto Idrogeologico, Gianpaolo Bottacin – che rientra all’interno di una serie di interventi progettati e portati a termine lungo l’asta del fiume Bacchiglione e dei suoi affluenti a seguito delle devastanti piene che avevano interessato il territorio negli anni scorsi, in particolare nel 2010 dove si erano registrate portate che non si verificavano dal 1966 e che avevano portato a diverse rotture arginali”.

L'assessore al Dissesto Idrogeologico, Gianpaolo Bottacin

Pur senza conseguenze disastrose come quelle verificatesi in altre località, anche il tratto superiore del torrente Timonchio era stato colpito dalla forza delle acque che avevano provocato estese e profonde erosioni delle esistenti difese spondali.

“Ad accentuare gli effetti negativi della corrente sulla integrità delle difese – dettaglia l’Assessore - ha contribuito anche il preesistente non corretto assetto del profilo del fondo alveo regolato da diversi salti disposti lungo l’asta idraulica. Anche per questo, in sede di ricostruzione delle difese abbiamo provveduto a rimodellare la linea del corso d’acqua attraverso modeste, ma decisive correzioni delle quote di sfioro di alcuni salti di fondo”.

Le scelte progettuali inerenti la ricostruzione hanno privilegiato la tipologia di difesa elastica che meglio si adatta a eventuali cedimenti e si armonizza sotto il profilo ambientale, ad eccezione delle tratte in corrispondenza dei salti di fondo dove si è optato per soluzioni di tipo rigido o semirigido mediante l’utilizzo di pietrame locale fugato con malta cementizia.

“Anche platee e controbriglie sono state notevolmente rinforzate – prosegue Bottacin - attrraverso la posa di massi di grandi dimensioni atti a dissipare l’enorme energia che si sviluppa sui salti di fondo”.
L’investimento per quest’opera, che ha impegnato i nostri uffici per diversi mesi del 2021, è stato di 600mila euro – conclude l’Assessore –. Si tratta dell’ennesimo intervento con cui proseguiamo in maniera puntuale il nostro lavoro con grandi, medie e piccole opere, ma tutte preziose e di vitale importanza per l’aumento della sicurezza del territorio”.