Il caso a Vicenza

Dipendenti senza Green pass costretti a pane e acqua fuori dalla ditta

Doccia gelata per i lavoratori che per diversi motivi non si sono ancora sottoposti al vaccino anti Covid.

Dipendenti senza Green pass costretti a pane e acqua fuori dalla ditta
Attualità Vicenza, 30 Agosto 2021 ore 09:09

Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da alcuni lavoratori della ditta Acciaierie Valbruna Spa di Vicenza e restiamo a disposizione per eventuali dichiarazioni da parte dei vertici aziendali sulla vicenda.

Dipendenti senza Green pass costretti a pane e acqua fuori dalla ditta

"Siamo un gruppo di dipendenti delle acciaierie Valbruna SPA di Vicenza, dal 24 agosto, il direttore e responsabile del personale ha comunicato che per accedere al servizio mensa, i dipendenti devono presentare il green pass ad una persona dipendente ditta esterna del servizio mensa collegato direttamente all'azienda che si chiama Cirfood per accedere ad un pasto caldo, altrimenti, chi non in possesso, deve accontentarsi di un cestino con panini, yogurt e acqua scelti a discrezione della ditta che ha in appalto la somministrazione dei pasti, quindi a caso e senza possibilità di scelta.

Tutto questo deciso dal direttore del personale senza che le RSU interne avessero tenuto una assemblea per informare i dipendenti, operai che gli pagano la tessera e quindi mantengono in vita finanziando dal proprio salario persone che dovrebbero tutelare i diritti proprio di chi li contribuisce. Tutto questo non sarebbe un problema se non fosse per i chiarimenti nota con protocollo 4073 del 5 agosto 2021 del Ministero dell'Interno sull'obbligo previsto dal decreto numero 105 del 2021 chiarisce che x i dipendenti la mensa interna aziendale non è soggetta a presentazione di greenpass proprio per le misure anticovid già presenti e applicate in azienda.

I sindacati restano nel più totale a mai visto silenzio... incapaci perfino di organizzare 1 ora per spiegare, magari a chi tornava dalle ferie, che senza certificato verde non può più avere diritto al suo pasto caldo. Il lavoratore dipendente a tempo indeterminato che, in piena pandemia a marzo 2020, in cui ancora non si sapeva nulla di come curare o prevenire i sintomi, a cui l'azienda ha fornito prontamente, per essere presente a lavoro, nonostante tutti avessero famiglia e figli, una autocertificazione specificando che era indispensabile ed inderogabile per le mansioni specialistiche che ricopre, la presenza in azienda, mangiando all'interno dei reparti tutti insieme gli stessi cestini che ora per imprecisati motivi nonostante tutti i protocolli di sicurezza applicati, si devono consumare all'esterno delle mura aziendali.

Ora queste persone che, per motivi che non sono tenuti a dichiarare, scelta o impossibilità o altro di avere un certificato green, non hanno più diritto alla mensa interna. Una volta, le aziende storiche, dicevano che siamo tutti una famiglia, oggi dopo una non ancora chiara pandemia, sembriamo una famiglia di divorziati in casa".