Norme sui festeggiamenti

Capodanno 2024: a Vicenza divieto di botti e fuochi d'artificio fino al 7 gennaio

Le ordinanze sono atte a tutelare i più fragili: bambini, anziani, cardiopatici, persone con problemi di autismo, nonché gli animali

Capodanno 2024: a Vicenza divieto di botti e fuochi d'artificio fino al 7 gennaio
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Un Capodanno senza botti né fuochi d'artificio a Vicenza, dove sono arrivati diversi divieti al fine di salvaguardare le persone più fragili, gli animali e l'ambiente.

Capodanno 2024 senza botti e fuochi d'artificio a Vicenza

Sarà un Capodanno "silenzioso" quello del 2024 a Vicenza, dove il Comune ha lanciato una campagna di sensibilizzazione contro l'utilizzo di botti e fuochi d'artificio. 

Il divieto è stato firmato dal Sindaco di Vicenza Francesco Rucco e sarà in vigore dal 31 dicembre 2023 al 7 gennaio 2023: ai trasgressori potrà essere comminata una sanzione di 250 euro.

L’utilizzo di giochi pirotecnici e in particolare lo scoppio di petardi - spiega il sindaco  - può avere gravi ripercussioni sulla collettività, causando anche danni alle persone e a cose, nonché particolari effetti negativi sugli animali.

Il provvedimento impedirà, nel dettaglio, l’accensione e il lancio di fuochi d’artificio, lo sparo di petardi e lo scoppio di mortaretti e razzi nelle piazze, nei parchi comunali e in tutti i luoghi pubblici frequentati dai cittadini.

L’articolo 28 del Regolamento comunale di polizia urbana e sulla civica convivenza, intitolato “Utilizzo di materiali pirotecnici”, vieta già in modo permanente lo scoppio di mortaretti, prodotti esplodenti e artifici pirotecnici ad effetto di scoppio.

Questo anche se si tratta di libera vendita, nei pressi (100 metri) di ospedali, case di cura e case di riposo, scuole e nel centro storico delimitato dalla cerchia di mura cinquecentesche.

Salvaguardare le categorie più fragili

L'obiettivo del divieto è di garantire, nel momento dell’anno in cui questa usanza viene fortemente sentita, la salvaguardia delle categorie più fragili.

Tra questi, sottolineano molti sindaci, bambini, anziani, cardiopatici e persone con problemi di autismo, sulle quali rumori forti e improvvisi potrebbero avere gravi conseguenze.

In forse anche i falò della Befana

A far leva su questi provvedimenti c'è anche una questione ambientale. L'ordinanza anti-smog della Regione vieta fuochi d'artificio e falò, come i Panevin del giorno dell'epifania, in caso aumento delle polveri sottili nell'aria.

Proprio nel giorno di Santo Stefano, il bollettino dell'Arpav ha fatto scattare il primo livello di allerta - arancione - per le aree di Padova, Vicenza e Treviso.

I rischi per gli animali

Si moltiplicano anche i richiami delle associazioni animaliste e del Comune di Vicenza, che invitano a rispettare la sensibilità di animali domestici e della fauna selvatica.

Spesso, rumori così forti provocano nei nostri amici a 4 zampe dei veri e propri traumi, spingendoli addirittura alla fuga e rischiando di essere investiti.

Una catena di pericoli, che potrebbero causare ripercussioni anche a chi in quel momento si trova alla guida della macchina.

In un’Italia che conta almeno un animale domestico in quasi una famiglia su due (dati Assalco), il Veneto è la seconda regione per bestiole microchippate (1.541.529 nel 2022, dati dell’Anagrafe gestita dal Ministero della Salute).

Occhio alle ordinanze, quindi, eppure ci sono negozi in tutta la provincia in cui comprare i "botti"...
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Commenti
Vasile

piu tosto di inventare divieti che non servono e rendono la vita ancora piu depressa di quello che gia e', meglio che vadano a cercare di migliorare la vita dei cittadini, tipo provedere alla pulizia dei sedimenti nei canali dei fiumi, etc. i fuochi di artificio vengono usati da secoli, (concordo che ci sono degli esseri che non sono in grado di usarli in modo inteso e si fanno male), ma vietarli mi sebra troppo(beh di fianco agli ospedali e case di riposo ci sta)

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