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Alonte stoppa la fusione con Lonigo: il timore delle cave spinge i cittadini al no

Come ha sottolineato Riccardo Contro, è necessario chiarire se, con l’unione dei due Comuni, anche Lonigo rientrerebbe nella pianificazione delle attività estrattive

Alonte stoppa la fusione con Lonigo: il timore delle cave spinge i cittadini al no

La fusione tra Alonte e Lonigo sembra che non si farà, o almeno questa è la volontà dei cittadini che hanno partecipato all’incontro nella sala consiliare di Alonte.

Fusione tra Alonte e Lonigo

È dal 2025 che i due Comuni stanno analizzando quanto possa essere vantaggiosa l’adesione di Alonte a Lonigo. Infatti, l’anno scorso era stato avviato uno studio per capire i vantaggi dell’unione, tenendo in conto anche della possibilità di ricevere fino a 15 milioni di euro in contributi regionali.

A inizio 2026 era stato condiviso un questionario, sia in formato cartaceo che digitale, per capire le intenzioni dei cittadini, ma le risposte e i riscontri non sono ancora stati condivisi.

Pier Luigi Giacomello
Pier Luigi Giacomello

Inoltre, sono stati organizzati degli incontri informativi che hanno visto i due Sindaci, Pier Luigi Giacomello di Lonigo e Luigi Tassoni per Alonte, salire sul palco per esporre i propri pareri e sentire i dubbi che ha la popolazione della zona. In particolare, tra i quesiti sollevati dai cittadini, c’è stato il problema delle scuole.

Luigi Tassoni
Luigi Tassoni

Infatti, come riporta il Giornale di Vicenza, il Primo cittadino Giacomello ha voluto sottolineare che nessuna scuola sarà chiusa, visto che anche Lonigo sta lavorando per far fronte al calo demografico.

Il problema delle cave

Tuttavia, il problema che sembra aver unito i cittadini contrari alla fusione è stato quello delle cave. Di fatto, se i due Comuni si dovessero unire, la superficie totale salirebbe a 60 chilometri quadrati e ciò potrebbe influenzare negativamente il piano cave di Alonte.

Nello specifico, come ha evidenziato Riccardo Contro con un post sul gruppo Facebook “Archivio Leoniceno”, l’espansione delle escavazioni raggiungerebbero dei livelli sei volte superiori a quelli attuali. Infatti, ha affermato:

“Sappiamo per esperienza, che con tutta la buona fede dei nostri Sindaci dei due Comuni, quando si rientra nel piano cave regionale è molto difficile che un Comune possa difendersi dagli interessi dei speculatori di cave, vedi cosa è successo (con tutte le scuse o giustificazioni possibili) a San Germano (ops!! pardon Val Liona) o Albettone”.

Se la fusione dovesse essere confermata, i Colli Berici diventerebbero un’area particolarmente appetibile per l’estrazione dei materiali. Per questo motivo, prima che l’unione sia effettiva Contro vorrebbe sapere se il piano cave verrebbe esteso anche a Lonigo, andando così a modificare e danneggiare irrimediabilmente il territorio. Infatti, ha voluto affermare:

Il pericolo è molto serio per Lonigo, se quelli che sono i miei dubbi fossero fondati, il rischio di vedere scomparire le nostre colline, e stesso discorso vale per Alonte, sarebbe una catastrofe terribile. Chiedo dunque ai SI’ e ai NO di unirsi tutti assieme e chiedere sicurezza assoluta per i nostri Colli e il nostro territorio. Grazie. In caso contrario, beh!! Aspettiamo a fare questa fusione”.

Attualmente sembra che la popolazione sia contraria a perdere il comune di Alonte, visto che all’ultimo incontro i presenti erano contrari, ma non è ancora arrivata nessuna conferma. Tuttavia, se dovesse continuare così, sembra che gli alontini siano pronti a rinunciare agli investimenti della Regione, per un totale di 15 milioni di euro per i prossimi 15 anni.