Il ricordo dell'Anpi di Vicenza

Addio al partigiano “Teppa”, Valentino Bortoloso protagonista della Resistenza vicentina è morto a 102 anni

Si è spento nei locali de “La Casa”, dove aveva scelto di trascorrere gli ultimi anni della sua vita

Addio al partigiano “Teppa”, Valentino Bortoloso protagonista della Resistenza vicentina è morto a 102 anni

Aveva 102 anni Valentino Bortoloso, conosciuto come “il Teppa”, partigiano vicentino protagonista dell’Eccidio di Schio. Si è spento nei locali de “La Casa”, dove aveva scelto di trascorrere gli ultimi anni della sua vita.

Addio al partigiano “Teppa”

Nato a Schio il 24 marzo 1923, si arruolò volontario nei Carabinieri Reali a 19 anni. Venne inviato sul fronte russo con l’unico battaglione mobilitato nell’Armir e, dopo la ritirata, percorse circa ottocento chilometri prima di essere rimpatriato.

Nel maggio 1943 entrò nella Resistenza, militando nel primo Battaglione “Apolloni” e poi nel Battaglione “Ramina-Bedin” della Brigata “Martiri della Val Leogra”. Partecipò ad azioni di recupero armi, sabotaggi e alla liberazione di Antonio Canova “Tuoni” dall’ospedale “Baratto”, fino alla battaglia finale per la liberazione di Schio del 29 aprile 1945. Gli fu riconosciuta la qualifica di partigiano combattente, con incarichi di ispettore di battaglione e poi di brigata.

Il coinvolgimento nell’Eccidio di Schio

Il 7 luglio 1945 prese parte, insieme ad altri partigiani, all’eccidio avvenuto nel carcere di Schio, nel quale vennero uccise 54 persone detenute e compromesse con il fascismo. Per quei fatti fu processato, inizialmente condannato a morte e poi alla reclusione, scontando dieci anni di carcere.

Durante la detenzione studiò e partecipò alle attività sociali consentite ai detenuti. Tornato a Schio, ricoprì incarichi nel Partito Comunista Italiano, nell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, nella CGIL e nell’ARCI, diventando per anni figura attiva nella vita politica e sociale della città e della provincia.

A metà degli anni Ottanta si ritirò dagli incarichi pubblici per evitare strumentalizzazioni, in un periodo in cui si riaccese il dibattito sull’Eccidio. Da allora scelse di non intervenire più pubblicamente sulla vicenda.

Il ricordo dell’ANPI

L’Anpi di Vicenza lo ha ricordato come un simbolo che ha attraversato oltre un secolo di storia italiana, impegnandosi per la libertà, la pace e i diritti. Il presidente provinciale Danilo Andriollo ha sottolineato il suo ruolo nella Resistenza e la partecipazione al dibattito storico sulla vicenda del 7 luglio, definita dallo stesso Bortoloso “inutile e dolorosa”.

Nel corso degli anni, pur avendo scontato la pena, Bortoloso è rimasto una figura divisiva nel dibattito pubblico legato ai fatti del 1945. L’Anpi ha evidenziato il suo legame con l’associazione e la sua adesione al percorso di concordia civica avviato nel 2005 per affrontare la memoria condivisa di quella pagina drammatica della storia cittadina.

“Siamo onorati di averlo conosciuto e frequentato. Addio Valentino.”

Con la sua scomparsa si chiude una delle ultime testimonianze dirette di una stagione che ha segnato profondamente Schio e il Vicentino.