Stop dai vertici

Abb annuncia la chiusura a Marostica: 100 operai senza lavoro, Donazzan: "Incomprensibile"

L’Azienda ha comunicato l’intenzione di procedere alla chiusura in quanto nessuna delle interlocuzioni avviate con possibili acquirenti soddisferebbe “le condizioni minime” poste dalla multinazionale per qualsiasi approfondimento di carattere industriale.

Abb annuncia la chiusura a Marostica: 100 operai senza lavoro, Donazzan: "Incomprensibile"
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Doccia fredda per i 100 lavoratori dell'Abb di Marostica dopo la notizia, da parte dei vertici, della chiusura del sito vicentino.

Abb annuncia la chiusura a Marostica

Si è svolto lunedì 7 giugno 2021, alla presenza dell’Assessore regionale al lavoro Elena Donazzan, assistita dall’Unità Crisi aziendali e dalla Direzione Lavoro della Regione, un nuovo incontro del tavolo di monitoraggio con i vertici aziendali, l’advisor incaricato e le rappresentanze sindacali dei lavoratori rispetto al processo di reindustrializzazione del sito ABB di Marostica.

Durante l’incontro, finalizzato a fare il punto della situazione, l’Azienda ha comunicato l’intenzione di procedere alla chiusura del sito vicentino in quanto nessuna delle interlocuzioni avviate con possibili acquirenti, compresa quella che ha registrato una manifestazione di interesse scritta per l’acquisizione dell’intera forza lavoro e delle produzioni, soddisferebbe “le condizioni minime” poste dalla multinazionale per qualsivoglia approfondimento di carattere industriale.

Numerose le sollecitazioni

Nonostante le varie sollecitazioni di chiarimenti pervenute dalle Parti istituzionali e sindacali, l’Azienda non ha ritenuto utile spiegare gli elementi di criticità delle ipotesi di reindustrializzazione vagliate e, soprattutto, non ha indicato quali sono le condizioni minime qualificanti per una valutazione positiva di una proposta di acquisizione. L’assessore Donazzan ha spiegato:

“Abbiamo amaramente constatato, nei fatti, il mancato rispetto da parte di ABB degli impegni assunti di reciproca collaborazione finalizzata al tentativo di salvaguardare l’occupazione e le produzioni del sito di Marostica, il cui patrimonio, va ricordato, appartiene ad un’intera comunità. La mancata condivisione da parte dei vertici aziendali perfino di quali siano gli standard minimi, che renderebbero sostenibile un’ipotesi di reindustrializzazione, offende l’onestà intellettuale di tutti coloro che si sono convintamente impegnati nella ricerca di una soluzione industriale al problema posto dalla multinazionale”.

L'assessore ha prroseguito:

In Veneto siamo abituati a trovare punti di convergenza e soluzioni mediate che tengano conto dei diversi e legittimi interessi. E' inaccettabile, quindi, che ABB unilateralmente decida di non approfondire un’ipotesi di acquisizione tesa alla salvaguardia occupazionale e delle produzioni. Se permangono quali obiettivi cardine la tutela dei lavoratori e il mantenimento delle produzioni e vi è la necessità di favorire un confronto fattivo tra le parti, il tavolo regionale resta aperto e a disposizione. Abbiamo aperto il confronto sul caso ABB con la decisione dell’Azienda di chiudere, argomentando l’insostenibilità economica, siamo giunti ora ad avere una proposta di acquisizione, evidentemente valutata sostenibile dal proponente, e chiediamo che venga valutata fino in fondo. Chiederemo ai vertici di ABB di chiarire e rivedere le proprie posizioni anche dinanzi ai massimi vertici istituzionali del nostro Paese”.

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