L’indagine annuale evidenzia il calo degli sforamenti a Vicenza, eppure i valori medi restano alti rispetto alle future soglie comunitarie.
Polveri sottili nell’aria a Vicenza
Il rapporto “Mal’Aria di città 2026”, pubblicato da Legambiente lunedì 9 febbraio 2026, certifica che Vicenza ha rispettato i limiti di legge attuali per le polveri sottili nell’anno 2025. Si tratta di un risultato inedito nell’ultimo ventennio per la città, che non ha superato la soglia dei 35 giorni annui di sforamento del PM10, allineandosi alle performance registrate a Padova e Treviso.
Tuttavia, l’associazione ambientalista avverte che i livelli attuali non garantiscono ancora la tutela della salute secondo i parametri suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Di fatto, se si applicassero oggi i limiti previsti dalla Direttiva UE valida dal 2030, Vicenza risulterebbe fuorilegge. La tabella delle concentrazioni medie annuali mostra che il PM10 nel capoluogo si attesta a 28 µg/mc, richiedendo una riduzione del 28% nei prossimi quattro anni.
Il dato più allarmante riguarda il PM2.5 (polveri ultra-sottili): con una media attuale di 20 µg/mc, la città dovrà abbattere le concentrazioni del 50% per rientrare nei futuri standard normativi. Per quanto riguarda il biossido di azoto (NO2), la media di 22 µg/mc necessita di un calo dell’11%.
“Servono controlli e investimenti”
Secondo il presidente di Legambiente Veneto, Luigi Lazzaro, per consolidare i risultati serve agire su diversi fronti emissivi. Oltre a trasporti e riscaldamento, il presidente regionale ha posto l’accento sul settore agro-zootecnico, spesso sottovalutato.
Lazzaro ha dichiarato che tale comparto è:
“responsabile di enormi emissioni inquinanti causate in particolare dalle attività agricole intensive e zootecniche e dagli abbruciamenti fuori controllo dei residui agricoli”.
L’associazione richiede controlli efficaci e incentivi per l’innovazione sostenibile, come gli impianti di biometano.
| Medie annuali 2025 (µg/mc) | |||
| PM10 | PM2.5 | NO2 | |
| Belluno | 19 | 13 | 17 |
| Padova | 27 | 20 | 25 |
| Rovigo | 27 | 21 | 20 |
| Treviso | 25 | 17 | 23 |
| Venezia | 26 | nc | 26 |
| Verona | 29 | 17 | 22 |
| Vicenza | 28 | 20 | 22 |
Il direttore generale di Legambiente, Giorgio Zampetti, ha criticato il taglio delle risorse statali previsto per il triennio 2026-2028 destinato al bacino padano. Zampetti ha inoltre ricordato che la Commissione europea ha avviato nel febbraio 2026 una nuova procedura per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico.
“È irragionevole che, proprio mentre iniziano a emergere segnali concreti, il Governo scelga di tagliare le risorse invece di consolidare questi progressi”, ha concluso il direttore generale.
| Riduzione delle concentrazioni necessaria per i limiti 2030 (%) | |||
| PM10 | PM2.5 | NO2 | |
| Belluno | – | -22 | – |
| Padova | -25 | -49 | -18 |
| Rovigo | -25 | -53 | – |
| Treviso | -19 | -39 | -14 |
| Venezia | -22 | – | -23 |
| Verona | -31 | -42 | -9 |
| Vicenza | -28 | -50 | -11 |