Caporalato

Lavoratori sfruttati in un autolavaggio a Piovene Rocchette: vivevano in una stanza degradata

Denunciato l'amministratore unico della società, un 20enne egiziano: riscontrate anche gravi violazioni relative alla salute e sicurezza

Lavoratori sfruttati in un autolavaggio a Piovene Rocchette: vivevano in una stanza degradata

Tre lavoratori sfruttati, che alloggiavano anche in una stanza degradata. E’ questo ciò che è stato rilevato, giovedì 8 gennaio 2026, in un autolavaggio di Piovene Rocchette dai Carabinieri della stazione locale, insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Vicenza e a quello del Gruppo Carabinieri Tutela del Lavoro di Venezia.

Caporalato in un autolavaggio di Piovene Rocchette

A darne notizia è una nota stampa dei Carabinieri di Vicenza diffusa alle redazioni tramite i loro canali ufficiali.

Nel dettaglio, i militari dell’Arma coinvolti, al termine di un’ispezione nell’autolavaggio, hanno denunciato, in stato di libertà, l’amministratore unico della società, un 20enne egiziano, per l’ipotesi di reato di sfruttamento del lavoro (caporalato), sanzionandolo anche sia per gravi violazioni relative alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, sia per aver impiegato personale senza comunicare la loro assunzione.

Ispezione dei Carabinieri nell’autolavaggio

Tre lavoratori sfruttati che vivevano in una stanza degradata

Dai controlli, si è scoperto che tre lavoratori, di cui due senza contratto, avevano una retribuzione molto più bassa rispetto ai contratti standard del settore.

Attraverso sopralluoghi all’interno dell’autolavaggio, i Carabinieri hanno inoltre individuato una stanza completamente degradata, in cui vivevano i tre lavoratori.

La stanza nell’autolavaggio in cui vivevano i tre lavoratori

Infine, sono stati accertati:

  • il mancato aggiornamento del DVR,
  • l’omessa formazione del RSPP,
  • la mancata nomina del medico competente,
  • l’omessa formazione dei lavoratori dipendenti,
  • l’assenza della certificazione della messa a terra.

Le sanzioni

Per tutti questi motivi, l’attività dell’autolavaggio è stata sospesa. L’amministratore 20enne dovrà pagare ammende per 37mila euro e sanzioni amministrative per 16.300 euro.

“Si rappresenta che le misure sono state adottate di iniziativa da parte del Comando procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza della persona sottoposta ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe”.

Come riferisce la nota dei Carabinieri di Vicenza, questa operazione rientra in un piano più ampio di contrasto al lavoro irregolare e al fenomeno del caporalato, promosso a livello nazionale. Nel dettaglio, questo intervento fa parte di un servizio straordinario disposto dalla Compagnia Carabinieri di Schio.

“I Carabinieri intendono proseguire con controlli mirati e costanti, con l’obiettivo di assicurare condizioni di lavoro dignitose, legali e sicure per tutti i lavoratori, nonché tutelare la salute e l’integrità fisica delle persone impiegate”.