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Categorie economiche: attese le misure del governo

Intervengono in materia il presidente della Confcommercio provinciale di Vicenza e il presidente del mandamento bassanese di Confartigianato

Categorie economiche: attese le misure del governo
Altro Bassano, 17 Settembre 2019 ore 08:30

Categorie economiche: attese le misure del governo

Il governo Conte bis ha ricevuto la fiducia in Parlamento e adesso inizierà quella che in gergo viene definita la «luna di miele» con gli elettori, contrassegnata da molte e legittime aspettative da parte degli italiani.

Da Nordest, e in più in generale dal mondo dell’impresa, si guarda invece con molta più cautela al nuovo esecutivo giallo-rosso. Vuoi per la sotto-rappresentazione geografica del Nord nei ministeri di peso, vuoi per il disincanto che accomuna ormai la maggior parte degli imprenditori verso il mondo della politica. Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio provinciale di Vicenza, è attendista sul nuovo governo Conte e rimane in attesa di conoscere i primi provvedimenti concreti.

«I titoli del programma li abbiamo ascoltati direttamente dal premier Conte in Parlamento, ora ci aspettiamo che ci sia l’attivazione di quanto enunciato: ciò che conta, in sostanza, è lo svolgimento. Attendiamo, dunque, auspicando che si agisca con la consapevolezza  di avere una responsabilità importante, data l’urgenza del Paese di far fronte allo stallo della propria economia. Una stagnazione che dura ormai da vent’anni, per la quale la pazienza degli italiani è ormai agli sgoccioli. Vorremmo quindi vedere attuate decisioni chiare e tempestive, soprattutto per disinnescare le clausole di aumento dell’Iva, diminuire il cuneo fiscale e il costo del lavoro per le imprese. L’obiettivo primario è dare un futuro in Italia, in particolare, ai giovani».

Un dato comunque positivo arriva in queste settimane dall’economia vicentina, stando alle analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Vicenza. Su un campione di 1.930 aziende associate, per il primo semestre dell’anno si è registrato un aumento dell’occupazione pari a +1,1% rispetto allo stesso periodo del 2018. L’area che traina il dato è quella dell’Alto vicentino (+2,1%), mentre negli altri territori le dinamiche sono meno intense ma sempre positive e in crescita rispetto al 2018. Registrano una dinamica di tre volte superiore del totale del +1,1% i lavoratori delle imprese dell’alimentazione (+4,5%) e della moda (+3,4%).

Sandro Venzo, presidente del mandamento bassanese di Confartigianato, da quando guida gli artigiani è abituato ad elencare l’agenda delle priorità da parte delle categorie economiche via via che si insediano i nuovi esecutivi.

SANDRO VENZO

«Purtroppo sono sempre le solite richieste, sempre parzialmente disattese. Siamo un’area del Paese con una struttura industriale prevalentemente di Pmi, sotto i 20 dipendenti, con il nostro export siamo stati il vero traino dell’Italia in questi anni difficili. Ormai artigiani e imprenditori non si fanno molte illusioni: dobbiamo arrangiarci, l’unica vera politica industriale di questi ultimi anni è stato il pacchetto contenuto nell’Industria 4.0».

Il presidente Venzo rilancia inoltre il tema storico che sta a cuore alle imprese di piccole dimensioni, ovvero la burocrazia.

«Troppi adempimenti per le imprese, un macigno da 35 miliardi di euro all’anno che pesa sulle nostre spalle. Per stare sul mercato abbiamo dovuto cambiare pelle e siamo rimasti in piedi. Chi produce deve essere lasciato in paese: invece siamo obbligati ad occupare persone per fare cose inutili all’azienda». Il taglio del cuneo fiscale è invece una delle leggi più attese dal nuovo governo targato M5S-Pd: «Abbiamo il costo del lavoro – conclude Venzo – tra i più alti d’Europa. Un dipendente che guadagna 1.450 euro al mese costa all’azienda 3.741 euro, dati precisi alla mano. Per quanto riguarda la politica che abbiamo visto in agosto abbiamo assistito all’ennesima mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini. La gente non andrà più a votare, non lamentiamoci. Se la casta rimane inscalfibile significa che la politica può ancora permettersi di fare quello che vuole perché pensa che il cittadino sia stupido. Mi riferisco al modo in cui è caduto il governo e al modo in cui è nato».