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Cassola: Il più alto consumo di suolo nella provincia

Lo rivela il rapporto dell’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che ha raccolto e analizzato i dati relativi al 2018.

Cassola: Il più alto consumo di suolo nella provincia
Altro Bassano, 29 Settembre 2019 ore 12:30

Cassola: Il più alto consumo di suolo nella provincia

Cassola ottiene un triste «primato»: è il primo Comune della provincia con il più alto consumo di suolo rispetto alla sua superficie con una percentuale di cementificazione che ammonta al 39.54 per cento. Lo rivela il rapporto, presentato la scorsa settimana al Senato, dall’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che ha raccolto e analizzato i dati relativi al 2018 sul consumo di suolo in Italia. Rapporto in cui Cassola è al quinto posto tra i Comuni del Veneto con il più alto tasso di cementificazione, preceduta da Padova con il 49,51 per cento da Noventa Padovana con il 44,18 e da Spinea (43,29) e Treviso (40,04). Una situazione non felice, ma sui cui l’Amministrazione comunale sta già lavorando da tempo.

«Che il territorio di Cassola sia una delle zone del Veneto più densamente edificate non è certo una novità» osserva l’assessore all’urbanistica Giannantonio Stangherlin. «L’intensa attività edilizia degli scorsi anni, spesso legata alla speculazione, ci ha portato a questa condizione. Gli ultimi dati dell’Ispra, infatti, non sono molto diversi da quelli degli anni precedenti perché fotografano una realtà frutto di scelte del passato, che in parte sono state attuate recentemente».

Scelte sulle quali l’Amministrazione non può intervenire in quanto fanno riferimento a diritti acquisiti. Dall’altro canto, però, la Giunta del sindaco Aldo Marososta cercando di invertire la rotta per recuperare aree verdi che in passato erano state destinate a usi produttivi o residenziali e per mettere un freno all’edificazione selvaggia e alla speculazione edilizia. Dal 2014, ovvero dall’inizio del primo mandato dell’esecutivo di Maroso, fino a oggi nel territorio cassolese sono ritornati a uso agricolo 44mila e 454 metri quadri di superficie edificabile grazie a tre varianti al nono Piano degli Interventi. Un numero che dovrebbe aumentare in futuro dal momento che sono state attuate nuove disposizioni che prevedono importanti agevolazioni per coloro che intendono  riqualificare zone degradate o eccessivamente edificate oppure per chi richiede di diminuire i volumi edificatori già acquisiti.

«Lo scorso marzo, inoltre, il Consiglio Comunale ha approvato una variante al Pat che permetterà all’ente municipale di recepire la nuova legge regionale per il contenimento del suono del suolo» conclude Stangherlin. «Contiamo che i risultati di queste nuove politiche possano diventare presto evidenti».

La situazione della cementificazione da record di Cassola, di fatto, riflette anche quella di tutto il Veneto. La nostra regione, infatti, registra gli incrementi maggiori (+923 ettari). In generale in Italia, solo nel 2018, abbiamo perso 24 metri quadrati per ogni ettaro di area verde. Quasi la metà della perdita di suolo nazionale dell’ultimo anno si concentra nelle aree urbane, il 15% in quelle centrali e semicentrali, il 32% nelle fasce periferiche e meno dense. La cementificazione avanza senza sosta soprattutto nelle aree già molto compromesse: il valore è 10 volte maggiore rispetto alle zone meno consumate.