Crisi ad Haiti

Bimbi bloccati ad Haiti, l'appello delle famiglie venete al Governo Meloni: "Aiutateci a riportarli a casa"

All'appello lanciato dai familiari, anche diversi esponenti della politica si sono mossi per velocizzare l'intervento della Farnesina e del Governo Italiano

Bimbi bloccati ad Haiti, l'appello delle famiglie venete al Governo Meloni: "Aiutateci a riportarli a casa"
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Un grido disperato, quello delle quattro famiglie italiane, di cui tre venete (di Vicenza, Verona, e Padova), che hanno deciso di adottare cinque bambini di Haiti. Purtroppo, il paese sta vivendo una profonda crisi interna, e il processo di adozione è diventato un'odissea (in copertina: immagine di repertorio).

Un appello al Governo

Lo scorso gennaio, il tribunale di Haiti si era espresso favorevolmente alle richieste di adozione delle quattro famiglie italiane, una milanese e tre venete, intenzionate ad adottare cinque bambini haitiani.

Tuttavia, dallo scorso marzo il paese sta vivendo una profonda crisi, data dalle numerose bande armate e violente, intente a ribellarsi contro l'attuale Primo Ministro ad interim Ariel Henry, affinché siano indette le elezioni. Con l'aumento della violenza, il paese rischia di cadere in uno stato di anarchia, creando forti ripercussioni sulla popolazione.

In questa situazione di emergenza, le quattro famiglie italiane hanno lanciato un appello al Governo italiano, affinché i bambini adottati vengano soccorsi al più presto. Tra le famiglie in questione, tre di queste sono residenti in Veneto, nelle province di Vicenza, Verona e Padova, e tutte attendono di abbracciare i loro bambini, ufficialmente riconosciuti come cittadini italiani.

Guerra e burocrazia bloccano l'arrivo in Italia

Oltre alle tensioni provocate dalla guerriglia in atto, i piccoli, dai quattro ai dieci anni sono ancora bloccati nell'orfanotrofio, a causa di un iter burocratico, all'Ambasciata Italiana a Santo Domingo (responsabile per l'area di Haiti) necessita che i bambini vengano fisicamente riconosciuti dal personale dell'Ambasciata, affinché venga rilasciato il passaporto necessario per il rientro.

Ma la presenza di bande criminali per tutto il territorio dell'isola caraibica pone seri problemi negli spostamenti, e pertanto i bambini sono impossibilitati a uscire dall'orfanotrofio.

L'appello sui social e le videochiamate

I genitori stanno cercando in tutti i modi di trovare il più aiuto possibile, affinché possano portare in salvo i loro figli. E oltre alle diverse testate giornalistiche, l'appello è stato gatto anche sui social.

"Ci stiamo attivando in tutti i modi possibili, con l'assistenza dei nostri Enti di riferimento, coinvolgendo anche il Ministero degli Esteri, il Consolato onorario a Port-au-Prince, e l'Ambasciata italiana a Santo Domingo, che ha rilasciato a tutti i bambini un laissez-passer per l'ingresso in Italia, e per poter pianificare un trasbordo in sicurezza", spiega Emanuele Martino, padre di uno dei bambini, di Ponte San Nicolò (Padova), in un post scritto a quattro mani con la moglie, Elena Farinelli.

Emanuele Martino e la moglie, Elena Farinelli

"Siamo grati a tutti per il supporto, ma è necessario uno sforzo ulteriore. Vi chiediamo di dare la massima diffusione a questo appello, abbiamo la necessità dell'aiuto di tutti, per portare a casa e nelle nostre famiglie in sicurezza i nostri bambini"

È nato un forte legame tra le famiglie adottive e i bambini haitiani, il tutto grazie alle costanti videochiamate durante il processo di adozione. Come se i bambini fossero da sempre parte della loro nuova famiglia.

Silvia Giraldi e il marito Massimo

"Noi i nostri bambini li vediamo tutte le settimane, e ci chiamano già mamma e papà", afferma Silvia Giraldi, vicentina, che assieme al marito Massimo ha adottato uno dei bambini, e recentemente ha rilasciato un'intervista al TG Regione. "Non ne possiamo veramente più, la situazione ad Haiti è troppo pericolosa. Noi siamo in angoscia per la salute dei nostri bambini"

L'aiuto da parte dei politici

Oltre ad aver attivato gli uffici della Farnesina, un mano è arrivata anche dall'Europarlamentare Alessandra Moretti, la quale ha seguito la vicenda sin dall'inizio, aiutando le famiglie per tutto l'iter di adozione.

"Finalmente anche la politica nazionale si è accorta di un caso che sto seguendo da mesi e che ho contribuito a sbloccare, grazie alla collaborazione del Ministero degli Esteri", scrive in un post l'europarlamentare.

Alessandra Moretti

"Sono bambini italiani a tutti gli effetti in quanto legalmente adottati tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024 da quattro coppie - tre venete e una lombarda - eppure ancora niente da fare, portarli in Italia è più complicato del previsto. L'uscita da Haiti, Paese assediato dalla violenza di bande criminali, è molto difficile vista la chiusura dell'aeroporto e delle frontiere di terra con la Repubblica Dominicana".

"Smetterò di interessarmi al caso dei bimbi italiani ad Haiti solo quando saranno in sicurezza tra le braccia dei loro genitori adottivi e sono felice di vedere che grazie all’appello fatto a mezzo stampa dai genitori, anche altre forze politiche di stanno adoperando per ottenere il prima possibile il risultato"

Un richiamo è arrivato anche dalla Deputata di Italia Viva, Maria Elena Boschi, la quale ha invocato l'intervento del governo per portare i bambini in Italia, al più presto.

A questo si aggiunge l'interrogazione parlamentare depositata ieri, lunedì 27 maggio, dal Senatore Andrea Martella del Partito Democratico.

Andrea Martella

"Le famiglie stanno vivendo giorni drammatici a causa delle violenze che si stanno consumando ad Haiti, e che mettono a serio rischio anche l'incolumità dei bambini" afferma nell'interrogazione il Senatore. "Altri paesi occidentali come Stati Uniti, Canada e anche Germania per casi simili si sono già adoperate portando in salvo i bambini. Chiediamo che il Governo italiano faccia altrettanto, consentendo a questi piccoli cittadini italiani a tutti gli effetti di ricongiungersi con le proprie famiglie".

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