Intervenire sui flussi di merci a basso costo per proteggere il tessuto economico locale. «Intervenire sul sistema dei pacchi provenienti da Paesi terzi significa iniziare a ristabilire condizioni di maggiore equità tra il commercio reale e le grandi piattaforme online. È una scelta che va nella direzione di favorire gli acquisti nei negozi di prossimità e sostenere le imprese che producono valore, occupazione e presidio nei nostri territori». Lo ha dichiarato, nella giornata di lunedì 29 giugno 2026, Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della commissione Industria del Parlamento europeo, analizzando l’impatto dei flussi commerciali esteri.
Il contrasto ai mercati low cost e la difesa della manifattura
L’esponente politica ha ricordato le precedenti iniziative istituzionali promosse a salvaguardia del sistema produttivo continentale. «Da quando sono al Parlamento europeo ho presentato diverse interrogazioni sul fenomeno delle piattaforme online, in particolare su quelle che alimentano un mercato invaso da prodotti a bassissimo costo provenienti dalla Cina. Inoltre, già a Novembre 2024 con il mio intervento in Aula a Strasburgo, avevo evidenziato il rischio che alcune dinamiche del commercio online e della concorrenza globale potessero mettere sotto pressione il nostro sistema produttivo: acciaio, moda e manifattura europea non possono essere lasciati senza strumenti di difesa da queste distorsioni del mercato. Un sistema che, grazie a costi di trasporto e regimi fiscali particolarmente favorevoli, ha finito per mettere in difficoltà il commercio di prossimità e il nostro manifatturiero».
La revisione dei regimi doganali ed esenzioni
La svolta odierna rappresenta una risposta alle criticità sollevate a Bruxelles riguardo alle attuali normative di vantaggio per le spedizioni internazionali. «Per troppo tempo l’Europa ha sottovalutato questo fenomeno e le risposte ricevute alle mie interrogazioni sono state spesso evanescenti. Oggi, si comincia finalmente a rivedere il regime di esenzione previsto per questo tipo di commercio. È un primo passo, ma un passo significativo per riportare equilibrio nel mercato, sostenere le imprese europee e valorizzare il commercio reale», ha concluso la vicepresidente della commissione Industria.