Carabineri

30enne entra nella hall di un albergo di Valdagno e scatena il panico tra clienti e personale

E' successo nella serata di lunedì 4 maggio 2026. Il titolare dell'hotel è stato aggredito: denunciato il responsabile, che già aveva un daspo urbano con divieto di accesso alle strutture ricettive

30enne entra nella hall di un albergo di Valdagno e scatena il panico tra clienti e personale

Momenti di tensione nella serata di lunedì 4 aprile 2026 a Valdagno, dove un 30enne di origine brasiliana è entrato nella hall di un hotel seminando il panico tra clienti e personale della struttura.

L’allarme è scattato dopo una chiamata al 112 arrivata alla centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Valdagno, con la richiesta di un intervento urgente per un’aggressione in corso all’interno dell’albergo.

Hall devastata

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Recoaro Terme, supportati da un equipaggio del Radiomobile.

I militari hanno identificato il 30enne, già noto alle forze dell’ordine, che si sarebbe introdotto nell’atrio dell’hotel in stato di forte alterazione psicofisica.

Secondo quanto ricostruito, il soggetto avrebbe danneggiato le suppellettili della hall creando forte agitazione tra gli ospiti presenti nella struttura ricettiva.

Aggredito il gestore

Il titolare dell’albergo avrebbe tentato di calmare il 30enne, venendo però aggredito fisicamente. Fortunatamente il gestore ha riportato soltanto lievi escoriazioni.

Determinante l’intervento dei carabinieri, che sono riusciti a immobilizzarlo e a riportare la situazione sotto controllo, nonostante la resistenza opposta dal soggetto.

Scattano le denunce

Accompagnato negli uffici della Compagnia Carabinieri di Valdagno per gli accertamenti di rito, il 30enne è risultato già destinatario di un daspo urbano con divieto di accesso alle strutture ricettive.

Al termine delle verifiche è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Vicenza per violazione del daspo urbano, danneggiamento, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.

Le attività svolte dai carabinieri e il deferimento sono stati adottati d’iniziativa dai militari intervenuti. Come previsto dalla legge, la responsabilità dell’indagato potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva di condanna.