Proteste No Tav

Blitz contro la TAV a Vicenza: identificate e denunciate due persone

Attivisti bloccano l'ingresso della sede ferroviaria e oscurano le telecamere

Blitz contro la TAV a Vicenza: identificate e denunciate due persone

Nel tardo pomeriggio del 28 gennaio 2026, un gruppo composto da circa quaranta manifestanti del movimento “No Tav” si è riunito a Vicenza in Viale Mazzini.

L’obiettivo della protesta era la sede del General Contractor Iricav 2, il consorzio incaricato da RFI per la costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità tra Verona e Padova. L’iniziativa, focalizzata sul contrasto al disboscamento nell’area del “bosco di Ca’ Alte”, si è svolta senza il necessario preavviso alle autorità competenti.

Azioni dimostrative e danni all’immobile

Durante il presidio, caratterizzato dall’ostensione dello striscione con la dicitura “IRICAV 2 – PROFITTO E DISTRUZIONE”, alcuni presenti hanno agito con il volto parzialmente coperto. Una trentina di persone del centro sociale Bocciodromo e all’assemblea dei boschi hanno trasportato rami e segatura davanti agli uffici del consorzio.

Dopo aver spalmato colla sulle vetrine e sulla porta d’ingresso, i presenti hanno gettato il materiale vegetale come gesto di protesta contro le operazioni forestali. Gli esponenti del movimento hanno motivato l’azione dichiarando:

“Vi restituiamo la segatura che avete creato nel Bosco Lanerossi”.

Anche in questo frangente, il personale della D.I.G.O.S. è intervenuto per monitorare lo svolgimento del flashmob.

Indagini della DIGOS e provvedimenti giudiziari

Gli accertamenti condotti dalla D.I.G.O.S. della Questura di Vicenza hanno permesso di risalire all’identità di due partecipanti: un trentunenne e un trentatreenne. Entrambi sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria con le accuse di violenza privata, deturpamento e imbrattamento di cose altrui.

Oltre ai rilievi penali, ai due attivisti è stata contestata la sanzione amministrativa per la violazione dell’articolo 18 del TULPS, non avendo comunicato preventivamente al Questore lo svolgimento della riunione in luogo pubblico.