Il primo grado di giudizio si è concluso con l’assoluzione piena per Federico Zambrini, ex responsabile della filiale della Banca Popolare di Vicenza (oggi Intesa Sanpaolo) a Busa di Vigonza (Padova).
Il bancario di Vicenza era stato arrestato all’alba del 22 gennaio 2018 con le pesanti accuse di associazione a delinquere e riciclaggio. Secondo l’ipotesi accusatoria, l’impiegato avrebbe favorito le cosche calabresi attraverso le attività di un imprenditore edile, cliente dell’istituto di credito.
Vicenza, ex direttore di banca assolto dall’accusa di riciclaggio per le cosche
Dopo sei mesi di arresti domiciliari e una richiesta di condanna a sette anni di reclusione, il Tribunale di Padova ha stabilito che “il fatto non sussiste“.
Durante il dibattimento è emerso come il 57enne non fosse un complice delle organizzazioni criminali, bensì un operatore diligente: la difesa ha dimostrato che il professionista stava raccogliendo prove relative a operazioni sospette per segnalarle alle autorità competenti. Nonostante la sospensione dal servizio, l’accusato ha mantenuto la fiducia nel sistema giudiziario fino alla sentenza definitiva.
L’inchiesta ha segnato profondamente l’esistenza di Zambrini, trasformando radicalmente la sua carriera. Da direttore di filiale, a seguito del terremoto giudiziario, l’assolto ha intrapreso una nuova strada lavorativa nel settore assicurativo. L’avvocato Roberto Rigoni Stern, che ha assistito il bancario durante tutto l’iter processuale, ha sottolineato l’importanza di una sentenza che restituisce dignità a un lavoratore accusato ingiustamente di collusione con la criminalità organizzata.