Mezzo negato

Studente disabile fatto scendere dal bus: provvedimento disciplinare per il conducente

Il quindicenne ha detto all'autista di aver dimenticato l'abbonamento e non ha potuto proseguire la corsa verso Altavilla

Studente disabile fatto scendere dal bus: provvedimento disciplinare per il conducente

Un quindicenne con disabilità, convinto di aver lasciato a casa l’abbonamento del bus, ha deciso di fare la cosa più naturale: dirlo all’autista. Invece di trovare comprensione o una semplice multa, come previsto dal regolamento, è stato invitato ad abbandonare il mezzo proprio mentre iniziava a piovere.

I fatti: un gesto di onestà finito nel peggiore dei modi

Tutto accade intorno alle 12 alla fermata di San Felice. Il ragazzo ha appena finito le lezioni e sale sul bus per tornare a casa, direzione Altavilla. Cerca il titolo di viaggio nello zaino, non lo trova e, con grande senso di responsabilità, si avvicina al conducente per spiegare la situazione. La risposta è stata però perentoria: il passeggero deve scendere.

Il ragazzo si è ritrovato così da solo sul marciapiede sotto la pioggia battente. Per fortuna aveva con sé il cellulare e ha potuto chiamare la madre, che ha poi allertato i nonni per andarlo a recuperare. Ha scoperto poi che l’abbonamento non era affatto dimenticato a casa, ma si trovava semplicemente in un altro scomparto della borsa.

La denuncia della famiglia e le scuse dell’azienda

La madre del giovane ha deciso di non tacere, e ha raccontato l’episodio al Giornale di Vicenza. La sua protesta non è solo emotiva, ma anche tecnica: il regolamento della società Svt parla chiaro: chi viene trovato senza abbonamento (o lo dimentica) dovrebbe ricevere una sanzione, che può essere annullata se il documento viene presentato entro 15 giorni. In nessun caso è previsto che un passeggero, a maggior ragione se minorenne e con fragilità, venga lasciato a terra in mezzo alla strada.

Non si è fatta attendere la replica dei vertici di Svt. Il presidente Marco Sandonà ha preso subito le distanze dall’accaduto, scusandosi pubblicamente con la famiglia e lo studente. L’azienda ha già fatto scattare una procedura di contestazione contro il dipendente. Secondo la dirigenza, il comportamento tenuto non rispecchia minimamente la Carta dei Servizi né i valori della società, che dovrebbe garantire un viaggio sicuro e dignitoso a tutti gli utenti, specialmente ai più giovani.

Il caso è diventato anche politico, in quanto il Presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha espresso parole dure, chiedendosi dove sia finita l’umanità se un ragazzo onesto viene trattato come un “furbo”.

Anche Assoutenti è scesa in campo con il presidente Gabriele Melluso, chiedendo regole nazionali più rigide: la priorità deve essere sempre la protezione del minore. Un adolescente in difficoltà non deve essere visto come un problema burocratico, ma come una persona da riportare a casa in sicurezza.