Si sono avvalse della facoltà di non rispondere le due indagate arrestate nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Franca Genovini, 85 anni, residente a Castellina in Chianti. L’interrogatorio di garanzia si è svolto la mattina di lunedì 9 febbraio 2026 davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siena, Andrea Grandinetti.
La 25enne vicentina e la complice scelgono il silenzio davanti al gip
La prima a comparire in aula è stata la 37enne, indicata come nipote acquisita dell’anziana. La persona è assistita dagli avvocati Fabio e Giulio Pisillo.
Successivamente è stata sentita la 25enne domiciliata ad Altavilla Vicentina, difesa dall’avvocato Fausto Rugini. Entrambe hanno scelto di non rendere dichiarazioni.
Anziana uccisa a Siena
Le due giovani sono indagate per il presunto coinvolgimento nell’omicidio dell’85enne avvenuto a Castellina in Chianti. Le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità.
Il decesso risale alla mattina del 7 agosto 2024, quando l’85enne è stata trovata senza vita, seduta su una sedia nella cucina della propria abitazione. In un primo momento l’episodio era stato ricondotto a cause naturali. Il giorno successivo, però, i militari hanno rilevato l’assenza dei gioielli che la pensionata indossava abitualmente. L’elemento ha portato all’apertura di un fascicolo per omicidio contro ignoti e alla disposizione dell’autopsia.
Le verifiche si sono concentrate sulla 37enne senese, parente acquisita della vittima. Gli accertamenti hanno poi collegato anche la 25enne vicentina.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la giovane residente nel Vicentino sarebbe arrivata nel Senese proprio il giorno del decesso, riferendo al compagno di doversi spostare per un colloquio di lavoro. In realtà si sarebbe recata nell’abitazione dell’anziana, rimanendovi per diverse ore, anche in presenza della 37enne. Le due non sarebbero rimaste sempre insieme, ma avrebbero lasciato la casa con i gioielli della vittima.
Le accuse contestate
Le indagate risultano accusate, a vario titolo, di rapina pluriaggravata per il furto di monili in oro per un valore stimato superiore a 6 mila euro, 3 mila euro in contanti, una carta Postamat e altri beni.
Viene inoltre contestato l’autoriciclaggio per la vendita dei gioielli a un esercizio “Compro oro” di Poggibonsi e l’uso indebito della carta con prelievi effettuati in uffici postali del Veneto. Alla 37enne sono addebitate anche le ipotesi di calunnia e simulazione di reato per aver indicato due cittadini macedoni poi risultati estranei ai fatti.