Domenica 8 febbraio

Il Cardinale Pietro Parolin nella sua Vicenza: apre l’Anno Giubilare Mariano con la messa a Monte Berico

La celebrazione del Segretario di Stato Vaticano a 600 anni dalla prima apparizione della Madonna

Il Cardinale Pietro Parolin nella sua Vicenza: apre l’Anno Giubilare Mariano con la messa a Monte Berico

Nella giornata di domenica 8 febbraio 2026, il Cardinale Pietro Parolin, Segretario dello Stato Vaticano, è tornato in provincia di Vicenza, su terra natia, dove ha presieduto, nel santuario mariano di Monte Berico, la Messa solenne per l’avvio dell’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita in occasione dei 600 anni dalla prima apparizione della Madonna (in copertina: immagine di Pietro Baraldo da Diocesi di Vicenza).

A concelebrare la liturgia sono stati il vescovo di Vicenza Giuliano Brugnotto, il vescovo emerito di Vicenza Beniamino Pizziol, il vescovo emerito di Chioggia Adriano Tessarollo e il vescovo di Beira (Mozambico) Claudio Dalla Zuanna, il superiore generale dei servi di Maria p. Sergio Maria Ziliani, p. Carlo Maria Rossato priore della comunità e rettore del santuario di Monte Berico e 55 presbiteri di varia provenienza.

IMMAGINI:

Il Cardinale Parolin a Vicenza

Come anticipato, il Cardinale Parolin è stato a Vicenza in occasione dei 600 anni dall’apparizione della Madonna, avvenuta il 7 marzo 1426, alla contadina Vincenza Pasini proprio sul Monte Berico. A quell’epoca, il capoluogo vicentino era messo in ginocchio dalla peste, ma dal giorno dell’apparizione l’epidemia cessò improvvisamente. Da quel momento, fedeli da ogni dove salgono in pellegrinaggio al santuario del Monte Berico dedicato alla Vergine della Misericordia e custodito dai frati Servi di Maria.

Il Segretario dello Stato Vaticano, originario di Schiavon, ha aperto l’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita, davanti a centinaia di fedeli presenti in chiesa, mentre circa un mezzo migliaio si trovavano sul piazzale della Vittoria a seguire la celebrazione su un maxischermo.

“Maria ci invita a lasciar parlare Dio in Cristo. Ci invita a un atteggiamento di silenzio interiore che si traduce in capacità di ascolto della voce del Signore. Solo così Vicenza, il Veneto e tutti coloro che qui verranno pellegrini e pellegrine in quest’anno giubilare potranno aprire molte ‘porte chiuse’ e tante storie spezzate e incompiute potranno ricominciare, facendo poi spazio a quell’uguaglianza radicale che guarisce il senso di superiorità che separa gli uni dagli altri” ha riferito il Cardinale Parolin nel suo appello.

Durante la sua omelia, invece, il Segretario dello Stato Vaticano ha ricordato i seicento anni di storia del santuario, “una storia fatta di speranza, di vita, di cambiamento, di rinascita”.

A margine della liturgia solenne, il Cardinale Parolin ha risposto alle domande della stampa. In primo luogo ha sottolineato il suo legame col Monte Berico, affermando che la Madonna ha accompagnato la sua vita in ogni momento:

“Sono legato con tanta devozione a questo porto sicuro”.

Dopodiché, incalzato sulla situazione dello scenario geopolitico internazionale, il Segretario dello Stato Vaticano ha aggiunto che la vocazione della diplomazia vaticana “è di lavorare al servizio per la pace, mediare e cercare di risolvere i conflitti“. Riguardo la ripresa delle trattative di pace in Ucraina, ha riferito che sono stati fatti tanti tentativi per la fine della guerra e che “verrebbe quasi da essere pessimisti, ma vogliamo confermare la speranza“.

Sulle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, infine, il Cardinale Parolin ha detto:

“Rispettare la tregua olimpica: il valore dello sport come messaggio di pace e concordia, come occasione di fraternità”.

“Ringrazio il Cardinale Parolin per questa occasione di incontro e memoria”

Alla messa presieduta dal Cardinale Parolin a Monte Berico ha partecipato anche Alberto Stefani, presidente di Regione Veneto:

“La fiducia e la speranza, che oggi sono ricorse come un invito nella celebrazione alla basilica di Monte Berico per sottolineare il tema dell’anno giubilare solennemente inaugurato, sono messaggi universali che non si limitano alla fede dei credenti. Sono da sempre uno dei fondamenti della nostra identità. In un simile momento storico, di fronte a crisi e tensioni di portata epocale e di nuove sfide sociali nell’attenzione alla persona a cui è chiamata anche la nostra terra, questo Giubileo offre a tutti un’occasione per riflettere su valori e legami che da sempre danno sostanza alla comunità veneta.

Una società può rimanere solida se guarda con coesione al futuro, trovando le giuste occasioni per coltivare e valorizzare le proprie radici – ha aggiunto il presidente Stefani -. Ringrazio il cardinale Parolin, il vescovo Brugnotto e la Diocesi, i Padri del Santuario, il Comune, la Provincia e tutta la comunità vicentina per questa occasione di incontro e di memoria. Una celebrazione che ho vissuto con particolare partecipazione anche per un legame personale con l’Immagine mariana ma con l’orgoglio di presidente della Regione. L’anno appena iniziato, infatti, assume grande importanza non solo per Vicenza e il suo territorio, ma per tutto il Veneto. Monte Berico è uno dei simboli principali della nostra regione, riferimento per devoti di tutto il mondo. Ogni anno è meta di circa un milione di pellegrini o visitatori, cifra destinata a crescere di molto nei prossimi mesi.

Il santuario nato dall’apparizione di sei secoli fa – ha concluso Stefani – è un concentrato della nostra storia e di beni artistici e culturali, un simbolo di quel Veneto, aperto al mondo, che ha saputo trarre ispirazione laica dai valori della cultura cristiana. Anche per questo la celebrazione di oggi ha segnato una tappa importante della vita veneta”.

Anche il sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, ha preso parte alla celebrazione:

“Oggi da Monte Berico è iniziato l’Anno Giubilare Mariano e della Rinascita. Con le strade chiuse alle auto, in tantissimi sono saliti a piedi, lungo i portici: un vero cammino condiviso che ha dato subito il senso di questo Giubileo. La celebrazione, presieduta dal cardinale Pietro Parolin, ha segnato questo inizio in modo semplice e partecipato. Il Santuario e gli spazi attorno erano pieni; molti hanno seguito anche dall’esterno, grazie ai maxischermi. Un grazie all’Associazione Nazionale Alpini – Gruppo Monte Berico e al Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, per la presenza e il supporto durante tutta la giornata. Da oggi prende il via un anno di iniziative, incontri e momenti di condivisione che accompagneranno Vicenza lungo il cammino del Giubileo, coinvolgendo la città e il territorio”.