il delitto a Siena

Anziana uccisa e rapinata a Siena, arrestate la nipote acquisita e una 25enne vicentina

Svolta nelle indagini sulla morte di Franca Genovini grazie ai filmati di videosorveglianza e alla vendita dei gioielli sottratti dopo il decesso

Anziana uccisa e rapinata a Siena, arrestate la nipote acquisita e una 25enne vicentina

Un decesso inizialmente attribuito a un malore, poi l’assenza dei gioielli indossati ogni giorno e infine le immagini delle telecamere. A diciotto mesi dalla morte di Franca Genovini, 85 anni, vedova e residente sola in casa, i carabinieri hanno arrestato la nipote acquisita di 37 anni e una 25enne residente in provincia di Vicenza.

Le due sono accusate, a vario titolo, di concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione, rapina pluriaggravata, autoriciclaggio e utilizzo indebito di carte di pagamento.

Il ritrovamento del corpo

La mattina del 7 agosto 2024 l’85enne è stata trovata senza vita, seduta su una sedia nella cucina della propria abitazione, nella frazione di Castellina in Chianti. A dare l’allarme è stato il parroco della zona, insospettito dall’assenza della parrocchiana alle funzioni e dall’impossibilità di contattarla al telefono.

In un primo momento si è pensato a cause naturali. Il giorno successivo, però, i militari hanno notato un dettaglio: l’anziana non indossava i gioielli che portava abitualmente. Da qui l’apertura di un fascicolo per omicidio contro ignoti e la disposizione dell’autopsia.

Arrestate la nipote acquisita e una 25enne vicentina

Secondo la Procura di Siena, le due indagate avrebbero agito insieme. Viene contestato il concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e dal nesso teleologico. Per la 37enne pesa anche il legame familiare con la vittima.

Sono inoltre ipotizzati: la rapina pluriaggravata per il furto di gioielli in oro del valore superiore a 6mila euro, 3mila euro in contanti, una carta Postamat e altri beni; l’autoriciclaggio per la vendita dei monili a un “Compro oro” di Poggibonsi; l’uso indebito della carta con prelievi effettuati in uffici postali del Veneto; per la parente, anche calunnia e simulazione di reato per aver accusato due cittadini macedoni risultati estranei.

Giovedì mattina sono scattati gli arresti.

Chi è la 25enne residente nel Vicentino

Tra le arrestate c’è Erica Cuscela, 25 anni, originaria di Taranto e domiciliata da tempo nel Vicentino. È stata fermata nella propria abitazione dai carabinieri toscani con il supporto dei colleghi veneti.

Secondo gli accertamenti anagrafici, ha svolto lavori nel commercio e nella logistica. Gli investigatori stanno ricostruendo i suoi rapporti con la famiglia della vittima.

La svolta è arrivata dall’analisi dei filmati delle telecamere comunali. Le immagini avrebbero documentato gli spostamenti delle due indagate dopo la morte dell’85enne, fino alla vendita dei gioielli in un esercizio di Poggibonsi.

I pagamenti, effettuati con bonifici, sono stati bloccati dalla Procura il 3 ottobre 2024. Ulteriori riscontri sono arrivati dai rilievi del Ris e dagli esami tossicologici, che hanno escluso il decesso per cause naturali e fatto emergere segni di violenza compatibili con l’intervento di terze persone. Per questo la salma è rimasta a disposizione dell’autorità giudiziaria per oltre un anno.

Il possibile movente economico

Gli investigatori hanno approfondito anche il patrimonio della vittima, composto da immobili e terreni. Il movente economico è tra le ipotesi principali.

Genovini, ex commerciante, viveva sola ed era autosufficiente. Era conosciuta in paese per l’impegno quotidiano in parrocchia e per il legame con il fratello sacerdote, morto tempo prima.

Le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità delle due arrestate e ricostruire con precisione la dinamica del delitto.