La sentenza

Ricorso accolto: il Tar annulla il concorso per Direttore Uoc di Neurochirurgia dell’Ulss 8 Berica

Secondo il tribunale, la selezione è stata vinta su un punteggio viziato in partenza

Ricorso accolto: il Tar annulla il concorso per Direttore Uoc di Neurochirurgia dell’Ulss 8 Berica

Nella giornata di ieri, mercoledì 28 gennaio 2026, il Tar ha deciso di dar ragione al dottor Claudio Bernucci, facendo così annullare il concorso con nel giugno del 2024 portò Lorenzo Alvaro a ricoprire l’incarico di Direttore Uoc di Neurochirurgia all’ospedale di Vicenza.

Ricorso accolto: il Tar annulla il concorso

Il caso è arrivato al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto dopo che il dottor Bernucci aveva fatto ricorso. In particolare, secondo lui, il concorso per diventare il nuovo Direttore Unità Operativa Complessa (Uoc) di Neurochirurgia non si è svolto regolarmente.

Di fatto, come è stato successivamente ammesso dal Tar, il dottor Alvaro ha iniziato a lavorare come Direttore Uoc poiché il suo predecessore, il primario Lorenzo Volpin, era andato in pensione. Tuttavia, come ha evidenziato la sentenza, poteva sostituirlo senza sostenere un concorso fino a 15 mesi (9 mesi più un possibile rinnovo di altri 6).

Dottor Lorenzo Alvaro

Ciononostante, il dottor Alvaro è rimasto in carica per 18 mesi, per i quali sarebbe necessaria una selezione che non è avvenuta, che gli ha fatto guadagnare anche 5 punti in più in graduatoria. In particolare, il doc. Bernucci aveva totalizzato ben 69,7 punti totali e l’allora primario “temporaneo” 71,45.

Le opzioni sono due

Quindi il concorso è stato vinto su un punteggio viziato in partenza. Come se ciò non bastasse, il secondo classificato ha denunciato che l’Ulss 8 ha rivelato i criteri valutativi solo dopo aver ottenuto la lista di candidati.

Il Dottor Claudio Bernucci

Per di più, il dottor Bernucci ha anche denunciato l’introduzione di limitazioni per la valutazione di esperienze pregresse, avvantaggiando il rivale e le sue produzioni scientifiche, che però non sarebbero state ammissibili.

All’azienda sanitaria rimangono due opzioni: accettare la sentenza del Tar o provare a far ricorso.