Giornata della Memoria

Giornata della Memoria, Stefani: “Non dimenticare il dramma della Shoà”

Il presidente del Veneto richiama il valore della memoria come argine all’odio e all’antisemitismo.

Giornata della Memoria, Stefani: “Non dimenticare il dramma della Shoà”

In un contesto internazionale in cui sono cronaca quotidiana le gravi situazioni di guerra e tensioni di ogni tipo, il Giorno della Memoria torna a richiamare con forza la necessità di non dimenticare. Lo ha sottolineato il presidente della regione del Veneto, Alberto Stefani, in occasione delle celebrazioni del 27 gennaio, dedicate al ricordo delle vittime dell’olocausto, nell’ottantunesimo anniversario delle liberazioni del campo di sterminio di Auschwitz.

«Non dimenticare il dramma della Shoà – ha dichiarato Stefani – è un debito morale verso milioni di vittime innocenti della follia nazista ma anche un impegno a scongiurare la riproposizione di tragedie già vissute in passato, alimentando i valori di pace, rispetto e tolleranza che devono essere alla base della nostra società». Parole che assumono ancora più significato alla luce delle forti crisi internazionali che sentiamo ogni giorno.

Il sito simbolo di oltre 5 secoli

Il presidente ha annunciato la propria partecipazione alle celebrazioni al Ghetto di Venezia, luogo simbolo di oltre mezzo millennio di storia veneta. Un luogo che conserva anche i ricordi più drammatici della persecuzione nazista, come la deportazione di oltre 240 ebrei veneziani, tra cui gli anziani ospiti della Casa di Riposo Israelitica, rastrellati nell’agosto del 1944. «E’ la sede di testimonianze storiche inconfutabili – ha aggiunto Stefani – il cui richiamo deve imporre un limite insuperabile a coloro che, ancora oggi, credono non ci sia responsabilità nel giocare con accenti di antisemitismo nella contrapposizione politica e ideologica».

Nel suo messaggio, il presidente ha voluto anche ricordare il coraggio di chi, durante gli anni della persecuzione, scelse di non voltarsi dall’altra parte. «Di fronte all’orrore, infatti, c’è stato chi non ha considerato il rischio e non si è girato dall’altra parte».  Riferendosi ai circa sessanta veneti riconosciuti come Giusti tra le Nazioni, che nascosero e salvarono centinaia di ebrei perseguitati, ricordati con orgoglio come esempio di responsabilità morale e umanità.”

Il Giorno della Memoria si conferma così non solo come momento di commemorazione, ma come richiamo attuale al valore della coscienza civile, affinché l’orrore del passato resti un monito vivo per il presente e per il futuro.