I Vigili del fuoco del Comando provinciale informavano ieri di essere intervenuti alle 16 del 17 gennaio 2026, in centro storico, lato Ovest del Ponte degli Alpini, essendo stati allertati per l’incendio divampato nel solaio di un’abitazione di Bassano del Grappa.

Le fiamme si sono velocemente propagate tra le assi di legno del pavimento stesso ed avrebbero reso precaria la struttura della datata abitazione.
A subire danni è stata anche la copertura dell’edificio, motivo per il quale la Sala Operativa dei Vigili del Fuoco ha inviato in rinforzo una squadra della Centrale di Vicenza attrezzata per far fronte a possibili crolli.

L’intervento ha impegnato i Pompieri: “Fin oltre le sette di sera” ci dicono in Piazzetta Angarano.
Già, perché..
Già, perché, bucata per bucata che abbiamo la notizia delle scorso fine settimana, è sembrato utile verificare se qualcosa ci fosse oltre al fatto in quanto tale.
Beh? No, niente più di quanto già noto.
Il comodo sopralluogo
Comodo il sopralluogo, infatti nella Bassano che si stava riprendendo ancora sonnacchiosa dal lunedì mattina e si predisponeva ad un’altra settimana di lavoro, non riusciamo a ricavare niente più di quel che si sapeva.
Il palazzo, di antica e lignea fattura sarà pur stato lambito da un incendio partito dalla canna fumaria altrettanto attempata ma, dall’esterno, nulla lascia a vedere.
L’androne è integro come il negozio di ceramiche artistiche e due auto sono parcate in bell’ordine.
Un soriano si strofina il pelo sullo spigolo dell’ingresso e cerca la nostra gamba – azz… avessi saputo della vena poetica che mi prende, l’avrei fotografato – mentre nessuno risponde ai campanelli e, dalle foto che vedete, la scena sembra farci spallucce presentandosi come suo solito: vecchia, piuttosto che antica, silenziosa come prima che inizi la battaglia turistica e con gli studenti che alimentano l’unico cicaleccio di piazzetta Angarano mentre le birrerie sono ancora chiuse e nemmeno la Pizzeria pensa di aprire sino alla sera.
Anche alla “Taverna” degli Alpini ci guardano quasi sicuri che a quell’ora non avremmo chiesto da bere.

Al caffè a fianco dell’androne del palazzo, invece, entriamo noi più convinti:
“Mi scusi, ma non è questo lo stabile che sabato è andato a fuoco?”
“Si” risponde il cortesissimo e giovane barista mentre mettiamo anche una mano in tasca quasi a cercare le monetine per un caffè, vero come è vero che le informazioni si pagano.
“C’è stato un poco di trambusto”.
Ma non si vede niente – insistiamo – almeno da fuori.
“E’ vero, qualche danno potrebbe esser stato fatto all’interno e quando sono arrivato c’erano i pompieri schierati di tutto punto, che quasi mi sono preoccupato. Ma devono aver fatto un buon lavoro tanto che non se ne sono andati prima delle sette di sera”.
I danni sono stati rilevanti?
“Beh, non lo vengono dire a noi” ci frena una risposta che è proprio più saggia dell’età del nostro interlocutore dai riccioli mori.
Insomma – e lasciamo le monete nella tasca – niente che abbia fatto scalpore?
“Non mi sembra”, risponde mentre entrambi eravamo entrati nella stessa lunghezza d’onda quanto alle chiacchiere da estorcere, il caffè da bere o non bere ed il sollievo, tutto sommato, che non ci fosse altro da dire.
Giancarlo, cioè?
Cioè, la notizia dell’incendio in centro ci era scappata e non si poteva tornarci senza un qualche straccio di novità.
Mi spiace di non averlo potuto raccontare con una foto di quel soriano tanto sornione quanto sovrappeso, ma novità non ce ne sono: i Pompieri sono stati veloci e bravi.
L’incendio dalla canna fumaria, sarà anche passato dalle assi del soffitto a quelle del pavimento del vetusto palazzo, ma da fuori quello sembra dire: “Niente saccio”.
Contento tu, figurati noi. Direttore permettendo.
Ma nulla si vede, né mi hanno raccontato. Bassanesi, brava gente.

Ah, ho tentato di attaccar bottone anche con l’Alpino lì vicino ma non mi ha proprio filato: baciava la sua bella.
Voi piuttosto, attenti a casa se usate un riscaldamento tradizionale.