All’alba di oggi, lunedì 13 dicembre 2025, davanti all’ingresso dello storico centro sociale Bocciodromo di Vicenza, circa un centinaio di persone si sono radunate per opporsi in modo pacifico allo sgombero disposto per l’avvio dei lavori della nuova linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità.
La resistenza pacifica e lo sgombero durato ore
Da venerdì gli attivisti presidiavano a turno, giorno e notte, l’ingresso della struttura, che dovrà essere demolita per consentire la realizzazione di un’opera viaria complementare alla TAV, destinata a passare sotto la ferrovia per poi riemergere in viale Verona.
Per rallentare le operazioni sono state issate palafitte e create barricate. Lo sgombero è durato diverse ore: solo nel primo pomeriggio sono stati portati via gli ultimi, una trentina di attivisti che si erano asserragliati all’interno del Bocciodromo.
Lacrimogeni e tensione durante l’intervento
La tensione è salita poco prima delle 13, quando la polizia ha deciso di utilizzare i lacrimogeni per farsi spazio tra le barricate.

Una ruspa è stata impiegata per smontare le strutture improvvisate, mentre gli agenti, muniti di maschere protettive, hanno operato in mezzo al fumo che ha coinvolto anche attivisti e giornalisti presenti sul posto.
Sul significato della mobilitazione è intervenuta Elena Guerra, dell’Assemblea dei Boschi Vicenza:
“La battaglia non è persa. Sabato abbiamo festeggiato una grande vittoria: la consegna della proprietà del bosco Lanerossi al pubblico.
Un bosco è salvo. Questo spazio potrà anche essere sgomberato e abbattuto, ma la battaglia continua: c’è una città da salvare e c’è un altro bosco da difendere”.

Il riferimento è ancora una volta al bosco di Ca’ Alte, dove nei prossimi anni gli alberi lasceranno il posto ai lavori per il viadotto di via Maganza. Nel frattempo, gli attivisti hanno annunciato una nuova mobilitazione: alle 18.30 partirà un corteo solidale dal bosco di Ca’ Alte, con un percorso che attraverserà il quartiere.
L’ex sindaco di Vicenza su Facebook
Tra i commenti sull’operazione di sgombero del Bocciodromo è arrivato anche quello di Francesco Rucco, ex sindaco di Vicenza:
Ha definito l’intervento un “fatto positivo” e ha sottolineato l’importanza del rispetto delle regole e della legalità:
“È un fatto positivo, che va rivendicato, pur sapendo che non dovrebbe essere straordinario: il rispetto delle regole e della legalità dovrebbe rappresentare la normalità in una città civile, non un’eccezione che arriva dopo anni di tolleranze.”
Per gli attivisti però non è una questione di legalità o meno: la protesta non è solo una reazione allo sgombero, ma il sintomo di una battaglia più ampia che va oltre l’occupazione di uno spazio: si tratta di difendere ciò che considerano beni comuni, come aree verdi, spazi di socialità e luoghi della loro città.