L'editoriale

Finchè vaccino non ci riunisca

Possiamo trasformare questo strano momento in un'opportunità.

Finchè vaccino non ci riunisca
27 Marzo 2020 ore 12:16

Mettiamoci il cuore in pace: probabilmente tutta questa storia sarà finita solo quando avremo finalmente un vaccino. Storicamente, senza, gli esperti ci dicono per altro che non è mai stato possibile raggiungere una piena immunità di gregge.

Non a caso la politica in questa fase reclama a gran voce su questo tema una coesione internazionale che consenta di fare prima possibile (abbattendo eventualmente anche i tempi standard delle sperimentazioni) e di rendere il vaccino disponibile a tutti.

Ma finchè vaccino non ci riunisca, dovremo farcene necessariamente una ragione. Tutti speriamo che la curva dei contagi precipiti al più presto, ma non possiamo pensare di riprenderci la vita di prima dalla sera alla mattina. Il virus non sparirà in un soffio.

Scordatevi baci e abbracci nel salutarsi, anche solo la classica stretta di mano. Vi fidereste ad infilarvi a cuor leggero in un pub affollato, ad andare a un mega concerto, a farvi una serata in discoteca? Per necessità, gomito a gomito in metropolitana potremmo anche trovarci… ma toglieteci tutto tranne la nostra mascherina (sempre se torneranno disponibili).

E le vacanze? Difficile immaginare la calca del gate in aeroporto o di starsene in uno stabilimento balneare a cuor leggero a prendere il sole sul lettino col patema di provare ogni ora se la febbre sale oltre i 37 e mezzo…

Bisognerà reinventarsi modalità tutte nuove, una volta finita questa “prigionia”. Certo torneremo al lavoro, ma ci comporteremo in maniera diversa. Continueremo a fare la spesa, ma probabilmente tenendoci bene a distanza e per un bel po’ ancora bardati.

Intanto stagione dichiarata finita già per molti campionati e ormai siamo già entrati nell’ottica che i nostri figli a scuola quest’anno non ci ritorneranno più…

E’ una prova durissima per l’animale sociale per eccellenza. Ma anche necessaria. E per certi versi pure sorprendente.

La parte mezza piena del bicchiere, infatti, persino in questa situazione, se guardate bene c’è… anche se a prima vista non sembrerebbe.

L’Ambiente ringrazia: perché fino a un mese fa era impensabile il concetto di “smart working” per chi può fare il suo lavoro perfettamente anche da casa, eliminando traffico e inquinamento?

O chi l’avrebbe detto di ritrovarsi nella sua stanzetta uno studente digitale collegato in videoconferenza col resto della sua classe?

Solo in “condizioni di guerra” si può pensare di far recapitare una ricetta medica via email o addirittura WhatsApp? Era così difficile?

Per esempio.

Le crisi incentivano l’evoluzione, si dice. Bene, non l’abbiamo cercato, il coronavirus: ma cerchiamo almeno di trasformare questo strano momento in un’opportunità.

 

daniele.pirola@netweek.it

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