F.A.Q.

Coronavirus, tutto quello che c’è da sapere

Coronavirus, tutto quello che c’è da sapere
30 Gennaio 2020 ore 15:08

Coronavirus, non si parla d’altro. Andiamo a vedere di che cosa si tratta con l’aiuto del Ministero della Salute. Ha infatti stilato una serie di domande e risposte utile per comprendere al meglio la situazione. Iniziamo dal capire che cos’è. I coronavirus sono una vasta famiglia di virus noti per causare malattie che vanno dal comune raffreddore a malattie più gravi come la sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Il nuovo coronavirus (CoV) è un nuovo ceppo che non è stato precedentemente mai identificato nell’uomo.

Quali sono i sintomi del coronavirus?

Dipende dal virus, ma i sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l’infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Altra domanda cruciale è: possono essere trasmessi da persona a persona? La risposta è sì, di solito dopo un contatto stretto con un paziente infetto, ad esempio tra familiari o in ambiente sanitario. Va ricordato anche che, essendo una malattia nuova, ancora non esiste un vaccino. E per realizzarne uno i tempi possono essere anche relativamente lunghi.

Come proteggersi?

Le raccomandazioni per ridurre l’esposizione e la trasmissione di una serie di malattie respiratorie comprendono il mantenimento dell’igiene delle mani (lavare spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni alcoliche) e delle vie respiratorie (starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso, gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente dopo l’uso e lavare le mani). Ma anche pratiche alimentari sicure. Come evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate. Ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti.

Coronavirus, la Cina e l’Europa

La valutazione del rischio da parte dell’OMS è considerata molto alta in Cina, alta a livello regionale e globale. La probabilità di introduzione del virus nell’UE è considerata moderata da parte del Centro europeo per il controllo  delle malattie (ECDC). In questa fase dell’epidemia in corso a Wuhan e nella provincia di Hubei in Cina, si possono verificare alcuni casi importati in Europa e di conseguenza una trasmissione locale (limitata). Un singolo caso rilevato in un Paese europeo non cambia il quadro complessivo della valutazione che resta di moderata probabilità di importazione di casi di 2019-nCoV nei Paesi europei. Poiché a livello globale vengono segnalati sempre più casi, ciò aumenta anche la probabilità di casi sporadicamente importati anche nei Paesi europei.