Monta la polemica

I sanitari non vaccinati in Veneto sono ancora 18mila, l'ordine dei medici: "Fuori i nomi"

Sospendere tutti i medici no vax significherebbe paralizzare molti servizi sanitari. E questo non è fattibile. Ma la legge è legge e il Governatore Zaia rassicura: "Il congelamento delle sospensioni degli operatori sanitari non vaccinati è solo momentaneo. Si procederà come previsto dal decreto".

I sanitari non vaccinati in Veneto sono ancora 18mila, l'ordine dei medici: "Fuori i nomi"
Glocal news 28 Luglio 2021 ore 13:29

Nessuna sospensione, al momento, per i medici e per gli operatori sanitari veneti no vax. E la notizia sta già provocando le prime ripercussioni, sollevando polemiche a 360 gradi. Tanto che è stato necessario l'intervento a gamba tesa del Governatore della Regione, Luca Zaia, il quale ha rassicurato: "Il congelamento delle lettere di sospensione è solo momentaneo".

I sanitari non vaccinati in Veneto sono ancora 18mila

L'ha definita una "tempesta in un bicchier d'acqua" il Governatore Zaia, la polemica montata in queste ore per la mancata sospensione degli operatori sanitari veneti no vax. Il motivo? Semplice, a detta di Zaia, che ha subito rassicurato: "Abbiamo detto fin da subito che il congelamento delle lettere di sospensione era momentaneo. Mercoledì ci sarà l'ultimo passaggio formale - riporta il Corriere - per capire se ci sono indicazioni ulteriori e poi immagino che i dg procederanno".

Ma perché questi tempi così lunghi? A rallentare la macchina, senza dubbio, le difficoltà di riorganizzazione dei servizi che resterebbero scoperti (si parla di 18mila soggetti non vaccinati). Ma la legge è legge, e chi di dovere, in questo caso il datore di lavoro, il dg dell'azienda sanitaria, andrà avanti sulla strada tracciata dal decreto.

Ma sulla vicenda è intervenuto anche l'Ordine dei medici che, da un lato, hanno ringraziato l'assoluta maggioranza di professionisti i quali, con senso di responsabilità hanno ottemperato alla legge e, dall'altro lato, hanno lanciato una proposta. Hanno chiesto ai rispettivi ordini professionali i nominativi degli iscritti che hanno rifiutato di ricevere la propria dose di vaccino anti Covid, e sono, quindi, privi dei requisiti per esercitare le rispettive professioni.